Lasciare la propria terra per necessità, Daniele Ricci: "Partire non è mai facile"

In giro per l'Europa trovando lavoro a Londra per una importante azienda che si occupa coibentazione chimica. Marito e padre di due bimbi, ecco la storia del nostro volto della settimana

Daniele Ricci

Sei un imprenditore, uno studente, o anche un "cervello" in fuga?  Abbiamo deciso di dare voce agli agrigentini fuori sede. Le loro esperienze, i loro racconti e le loro storie possono essere da esempio per chi ha voglia di tornare o anche di restare. Dedicheremo uno spazio settimanale, un focus che serva a raccontare le vite ormai lontane dall’ombra della Valle dei Templi. Un microfono aperto a tutti, una volta a settimana. Se un agrigentino fuori sede? Raccontati ad AgrigentoNotizie. 

Via non per scelta, ma per necessità. Il nostro nuovo volto della settimana si chiama Daniele Ricci, è un agrigentino ed ha lasciato la sua andando a caccia di un futuro migliore. Oggi, Daniele, vive a Londra. La voglia di ricominciare, ponendo la fiducia in se stessi. Via da Agrigento, con tanti progetti per la testa ed una voglia matta di farcela. Marito e padre di due bimbi piccoli, Daniele Ricci, ha lasciato il cuore ad Agrigento, per provare a trovare un futuro migliore. Ecco la sua storia.

Ciao Daniele, raccontaci la tua storia:

“Ciao a tutti. Sono nato e cresciuto ad Agrigento, da diversi anni giro l’Europa per lavoro. Ho dovuto lasciare la mia città per motivi di lavoro. Le possibilità, sono pari a zero. Oggi, vivo a Londra. Lavoro in una azienda che si occupa di coibentazione chimica industriale, ci sono diversi cantieri, io sono l’unico agrigentino nel settore.

Perché hai scelto di lasciare Agrigento?

“Non volevo farlo, ma è stata una necessità. Nel nostro territorio manca lavoro. Non rinnegherò mai la mia terra”.

Ti manca la tua città?

"Certo che si.  Mi manca il sole, il mare le mie abitudine. Mi manca coltivare le mie passioni, come la pesca tra amici. Mi manca, ovviamente, principalmente la mia famiglia. Io sono sposato e padre di due figli piccoli, l’allontanamento così, è davvero più difficile. A chi non mancherebbe Agrigento, è una città così bella".

Cosa cambieresti di Agrigento?

"Io cambierei poco della mia città. Servirebbe soltanto modificare determinate cosa che potrebbero farci fare il salto di qualità. Io ho girato l’Europa, poche città sono come Agrigento. Davvero. Agrigento ha potenzialità turistiche importanti.  Servirebbe un piccolo aeroporto, darebbe la possibilità a molti di visitare la città".

Hai un consiglio per i giovani agrigentini?

"Dico loro di studiare tanto, per poi inseguire i propri sogni. Non devono mollare e arrendersi mai".

Sogni di tornare?

"Certo che sì. Agrigento si ama, ma deve cambiare qualcosa, sia per noi che per il futuro dei nostri figli”.

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