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Fermati sei presunti scafisti, Alessandro Milazzo: "Abbiamo raccolto elementi preziosi"

Beccati sei egiziani, componenti l'equipaggio di un peschereccio libico salpato dal porto di Zuwara

 

Un'imbarcazione parte dalla Libia e traina una barca carica di migranti fino a 50-40 miglia dalle coste siciliane. Poi 'libera' il suo 'carico' che prosegue verso l'Italia, mentre il peschereccio rientra al porto di partenza: è la tecnica della nave 'madre' usata dai trafficanti di esseri umani nel mar Mediterraneo. L'hanno adoperata sei egiziani, componenti l'equipaggio di un peschereccio libico salpato dal porto di Zuwara, individuato, a 50 miglia a Sud di Lampedusa, il 23 novembre scorso, mentre trainava quella che apparentemente era una barca in legno del tipo utilizzata per stendere le reti in mare. Imbarcazioni che sono state individuate prima da un velivolo del dispositivo di Frontex e successivamente da un elicottero della Marina militare italiana imbarcato su nave 'Carabiniere' operativo nell'ambito dell'operazione "Mare sicuro".

Alessandro Milazzo, direttore polizia Anticrimine di Agrigento: “La forza della polizia di Stato a Lampedusa è costante. L’impianto voluto dal questore, Maurizio Auriemma funziona benissimo. Grazie alla presenza degli organi della polizia, della Squadra Mobile in particolare, si è arrivati a raccogliere preziosi elementi, di sei presunti egiziani”.

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