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Nuovo ponte "Petrusa", il vice ministro Cancelleri: "Chiedo scusa per il ritardo"

Il politico è ritornato nella città dei Templi per assistere al completamento delle operazioni di varo del costruendo viadotto

 

Il vice ministro alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri è ritornato ad Agrigento per assistere alle operazioni di varo del nuovo ponte “Petrusa”, sabato scorso dalla prefettura della città dei Templi era stato lui stesso ad annunciare la consegna dell’opera entro il prossimo mese di maggio, oggi dalla strada Statale 122, lo stesso Cancelleri, nonostante le rassicurazioni di Anas,  prolunga le sue personali previsioni posticipando la scadenza dalla primavera all’estate 2020. Chiede scusa ai cittadini per i disagi dovuti ai ritardi ed invoca, ancora una volta, il diritto per gli agrigentini ad avere la normalità nei collegamenti viari.

Rivendicazione che il membro del governo Conte condivide con i responsabili del cartello sociale e con tutti i cittadini che, nel caso specifico, inoltrano queste istanze in quei palazzi dove Cancelleri  lavora.

Il vice ministro si è poi soffermato anche sulle deviazioni attualmente presenti sul nuovo tracciato della “Strada degli scrittori” ed in particolare su quella limitrofa al viadotto “San Benedetto” che secondo il sottosegretario, sarà eliminata entro il prossimo mese di marzo.

Sulla vicenda è intervenuto segretario provinciale della Uil Gero Acquisto che commenta. "Dobbiamo rendere atto al viceministro per l'impegno che sta dimostrando per la nostra provincia, attenzione che intende realmente venire incontro alle esigenze della popolazione. Certo, siamo stati noi ad avere scosso il Governo fin dalla manifestazione dello scorso 25 gennaio, che è stato il punto di svolta, visto che abbiamo portato in strada migliaia di cittadini stanchi di essere presi in giro e di vivere in una provincia, completamente isolata".

Acquisto aggiunge: "Sono soddisfatto di questo primo provvedimento che riguarda il ponte Petrusa, ma al contempo, non sono disposto ad abbassare l'attenzione perché, purtroppo, siamo abituati a vedere il blocco dei lavori da un giorno all'altro. Quindi se ci sarà l'esigenza, torneremo, nuovamente, a protestare anche con altre forme di lotta". 

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