Caso Sea Watch, la difesa del comandante: "Non c'era altra scelta che portarli a Lampedusa"

Dopo sette ore di interrogatorio Centore e gli avvocati lasciano la Procura di Agrigento

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Sono usciti dal palazzo di Giustizia dopo circa sette ore di interrogatorio, il comandante della "Sea Watch 3", l'imbaracazione della Ong tedesca, attualmente sequestrata e ferma al porto di Licata e i suoi legali difensori. Arturo Centore, indagato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, ha risposto alle domande dell'aggiunto Salvatore Vella assumendosi la responsabilità sulla scelta di fare rotta verso l'isola di Lampedusa.

Perquisizioni sulla "Sea Watch" e comandante sotto torchio per 7 ore 

Dopo l'interrogatorio, una breve sosta ristoratrice al bar per il comandante che non ha concesso battute ai cronisti che lo attendevano, ma ha solo ribadito  che per salvare delle vite umane rifarebbe tutto. "Non c'era altra scelta che portarli nel porto di Lampedusa - invece ha precisato l'avvocato Alessandro Gamberini, qualsiasi altra scelta - ha aggiunto il legale - sarebbe stata impraticabile". 

L'inchiesta sulla "Sea Watch 3", c'è il primo indagato: è il comandante 

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