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La villa "Giovanni Paolo II" riprende vita grazie a delle artiste polacche

La decorazione pittorica della grande scalinata restituisce decoro ad un parco urbano dalla storia travagliata

 

Favara, città urbanisticamente resa “grigia” dalla speculazione edilizia degli anni ‘70, acquista un po’ di colore grazie ad un gruppo di artiste polacche giunte nella città dell’agnello pasquale con un progetto dell’Unione Europea e di cui il Comune è partner.
Luogo scelto per l’installazione artistica è stata la villa dedicata a “San Giovanni Paolo II”, il parco urbano di viale Aldo Moro la cui scalinata centrale è stata arricchita con i simboli e i colori della città e del Mediterraneo. 

Un lavoro che si è sviluppato in due fasi,  iniziato nell’estate scorsa, è stato  completato nei giorni scorsi. Alla realizzazione del colorato tappeto verticale, ha contribuito anche la giovane artista favarese Greta Tabone. Quella della villa dedicata al compianto pontefice polacco, è una storia difficile che si interseca anche nella fitta rete della burocrazia e del vandalismo.

Nel 1981, il Comune di Favara acquisì il terreno per farne un polmone verde. Peccato però che dall’Ente, non si è subito provveduto al pagamento degli indennizzi di esproprio ai proprietari. Ne nacque una ventennale vertenza chiusa solo nel dicembre del 2014 e così dalle poche decine di milioni delle vecchie  lire, il Comune ha dovuto sborsare poco più di due milioni e mezzo di euro. Secondo molti, questo debito sarebbe stato una concausa del dissesto finanziario dell’Ente. Il sito stesso della villa, è soggetto a dissesto idrogeologico, visibile ancora parte del muro di cinta crollato nel 2016 e che ne aveva determinato la chiusura al pubblico per diversi anni.  Dalla sua inaugurazione, oltre al cambio di intitolazione, dalla originaria villa "Falcone e Borsellino” all’attuale villa "Giovanni Paolo II”, sono stati innumerevoli gli atti vandalici perpetrati da ignoti. A questo, si deve aggiungere anche l’incuria e la carenza dei servizi di manutenzione ordinaria. 

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