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Riaperto al culto dopo 19 anni il santuario dove pregava il giudice Livatino

L'arcivescovo Montenegro: "Collegarci con un passato guardando avanti". Il direttore dell'ufficio Beni culturali dell'arcidiocesi, don Giuseppe Pontillo: "Sarebbe bello vedere riaperti anche tanti altri locali e tanti negozi della via Atenea"

 

Ben 19 anni dopo, è stata riaperto al culto il santuario di San Giuseppe della centrale via Atenea di Agrigento. Il restauro dell'edificio di culto è stato finanziato dai fondi derivanti dall'8x1000 destinati alla chiesa cattolica. Prima della celebrazione eucaristica, presieduta dall'arcivescovo: il cardinale Francesco Montenegro, il simulacro di San Giuseppe è tornato sull'altare principale. Ed è stato accolto dagli applausi delle autorità e dei tanti fedeli presenti.

"Tanti pezzi di storia che si erano chiusi per tanti motivi - ha detto l'arcivescovo Montenegro -  vanno riaprendosi, quindi è collegarci con un passato guardando avanti". La guida del santuario è affidata a don Enzo Sazio che ai microfoni di AgrigentoNotizie ha ricordato: "Qui il giudice Rosario Livatino veniva ogni mattina a pregare quando c'era il tribunale in via Atenea e anche lui affidava la sua gionata a San Giuseppe". Secondo don Giuseppe Pontillo, direttore dell'ufficio Beni culturali dell'arcidiocesi di Agrigento, il ritorno al culto del santuario "è un momento importante anche per la ripresa di via Atenea. Riapriamo la chiesa di San Giuseppe - ha spiegato don Pontillo -, sarebbe bello vedere riaperti anche tanti altri locali e tanti negozi".
 

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