"Non crede a niente e non ha nessun interesse per Racalmuto", mozione di sfiducia per il sindaco

Quattordici consiglieri comunali sui 15 complessivi hanno protocollato l'atto che sembra segnare, prima del tempo, la fine dell'amministrazione di Emilio Messana

Il sindaco di Racalmuto Emilio Messana

"Non crede alla Sicilia, non crede ai siciliani, non crede a Sciascia e, pertanto, non crede nemmeno alla fondazione Sciascia di cui è il presidente. E' questo il suo segreto e la sua ricetta per sopravvivere". Emilio Messana, sindaco di Racalmuto, è stato accostato al principe di Salina de "Il Gattopardo" di Tomasi di Lampedusa. Quattordici consiglieri comunali sui 15 complessivi hanno protocollato una nuova mozione di sfiducia per Messana. Un documento che sembra segnare, prima del tempo, la fine dell'amministrazione del Pd.

“In questi anni di sindacatura oltre a non credere a niente, il sindaco ha dimostrato di non avere nessun interesse per Racalmuto e per i racalmutesi e nessuna voglia di rispettare gli impegni, anche quelli che per proprie convenienze, non ha esitato ad assumere” – hanno scritto i consiglieri Vincenzo Mattina, Morena Mattina, Angelo Di Vita, Maria Zucchetto, Cinzia Leone, Girolama Rizzo tutti d’opposizione e Giuseppe Guagliano, Marilena Piscopo, Maria Morgante, Salvatore Maniglia, Sergio Pagliaro, Carmelisa Gagliardo, Marcello Tufarulo e il presidente del consiglio comunale Ivana Mantione.

I 14 firmatari della mozione di sfiducia – è mancata soltanto la sottoscrizione del consigliere Luigi Romano – hanno fatto leva, per mandare a casa il sindaco Emilio Messana, su motivi di carattere amministrativo, di carattere giuridico e motivi politici.

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L’intera classe politica cittadina è già in fibrillazione. Serata di incontri, ma soprattutto le telefonate, quella in corso, per stabilire il da farsi. Una mozione di sfiducia, che però all'epoca non passò in Consiglio, era stata presentata alla fine del 2016. 

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