Cambiano e il suo passato in Forza Italia: "I partiti mi hanno sfiduciato"

L'ex sindaco di Licata: "Contro di me una macchina del fango. Non appartengo alla categoria dei 'trombati' ma a quella dei delusi"

Angelo Cambiano presentato all'Ars da Cancelleri

L’ex sindaco di Licata, Angelo Cambiano, risponde alle polemiche nate per il suo passato in Forza Italia e la recente designazione come assessore da parte di Giancarlo Cancelleri, candidato con il Movimento 5 Stelle. “La macchina del fango è entrata in azione – scrive - sapevo che avvicinarmi al Movimento 5 Stelle avrebbe comportato una ricerca da parte della politica delle 'mie colpe'. Mi sono avvicinato con la consapevolezza di non aver nulla da nascondere. Eppure qualcosa hanno trovato: sono stato elettore e sostenitore di forza Italia. In un'Italia dove troppo spesso ormai i politici sono toccati da indagini, processi, corruzione e tanto altro il mio più grande 'peccato' politico è questo”.

 “Io appartengo a quella generazione dei non privilegi – spiega Cambiano - quelli con la valigia sempre pronta, quelli che ai colloqui di lavoro non di rado si sentivano dire ‘mi dispiace dobbiamo assumere Tizio per fare un favore a Caio’. Quella che sempre più spesso saluta questa Sicilia con le lacrime agli occhi per cercare fortuna nella Penisola. Sono giovane ma non abbastanza da non comprendere che la vecchia politica, quella in cui io per primo ho creduto, ha voluto tenere i siciliani sempre bisognosi perché è più facile trovare consensi. La Sicilia dovrebbe essere tra le regioni più ricche e produttive d'Italia: ad oggi è ricca solo di disperazione grazie a tutti quei partiti dai quali io per primo sono stato deluso".

L'ex sindaco di Licata, poi sfiduciato dai suoi stessi partiti spiega di come è deluso da quella politica che l'ha lasciato solo: "La politica deve essere al servizio del popolo, non servirsi di esso per costruire i propri privilegi. L'ho imparato sulla mia pelle: dov'erano quei partiti quando il mio consiglio comunale votata la sfiducia? Avrei potuto continuare il mio percorso al fianco di quei partiti, non appartengo alla categoria dei 'trombati' ma a quella dei delusi. Incoerente sarei stato se avessi accettato la proposta di stare al fianco della politica che mi ha abbandonato prima e sfiduciato poi".

"Ho smesso di credere in quei partiti - ha concluso Cambiano - e l'ho imparato sulla mia pelle, quando ho compreso che partiti abbandonano i loro uomini se si rischia di perdere consensi, e non importa se ciò che fai te lo impone la legge: i voti valgono più della legge. Mi sono trovato così a dover scegliere tra lo stare con quella politica becera e dalle false promesse e lo stare con chi questa Sicilia la vuole cambiare con valori, principi e programmi veri e realizzabili".

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