Musumeci presenta i candidati di "Diventerà Bellissima": "Il declino della cattedrale è il simbolo di questa terra"

Il candidato alla presidenza della Regione: "Agrigento è una provincia cancellata dall’agenda politica, una provincia che, da tempo, non ha riferimenti seri nel Governo"

Il candidato alla Regione, Nello Musumeci, ad Aragona

Il lento declino della cattedrale di Agrigento è il simbolo della decadenza di una terra gloriosa come questa provincia”. Comincia così il discorso di Nello Musumeci, candidato alla presidenza della Regione Sicilia con la lista “Diventerà bellissima”. L'ex presidente della Provincia regionale di Catania, oggi, è stato impegnato in un "tour" agrigentino: Aragona, Grotte, Canicattì e Campobello di Licata. Un "tour" durante il quale ha presentato i candidati all'Ars dell'Agrigentino.  

Il candidato governatore ha prima inaugurato il comitato del paese delle Maccalube, per poi parlare del suo programma politico nella sala allestita in piazza Matrice.

“La vostra attenzione smentisce chi dice che la crisi della politica è devastante, perché c’è anche una politica sana, una politica capace di parlare alla gente – ha esordito il candidato alla guida della Regione - . Agrigento è una provincia cancellata dall’agenda politica, una provincia che, da tempo, non ha riferimenti seri nel Governo, dove anche la cattedrale viene negata ai fedeli perché il terreno frana. Andate a votare – dice Musumeci – . Perché non andare a votare è un segno di viltà, di diserzione. Non dobbiamo dire ‘comu finisci si cunta’ dobbiamo decidere noi come finirà, prima del voto e dopo le elezioni. In questi anni abbiamo fatto ridere l’intera Italia, con un governatore che si fa fotografare come una sirena in riva al mare, non possiamo neanche fidarci della sciagura dei ‘grillini’. Non voglio voti di protesta, ma voti di testa”.

Con il candidato Nello Musumeci anche l’ex deputato regionale Giusy Savarino, candidata alle prossime elezioni: “Noi abbiamo scommesso su questo movimento quando ancora non ci credeva nessuno – spiega – dobbiamo agire per salvare questa regione: bisogna investire sugli ospedali, un tempo fiore all’occhiello di questa regione, sulle infrastrutture, sulla scuola e sulle imprese, favorendo il lavoro per i giovani. Noi stiamo pagando un prezzo altissimo, gestendo un flusso migratorio che non ha eguali, con risultati come quello di Siculiana”.

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