Gestione del servizio idrico, l'Ati punta alla "Spa": c'è il "no" di Federconsumatori

"L'azienda speciale consortile partecipativa consente di perseguire il pubblico interesse in piena autonomia gestionale e seguire criteri di economicità"

"L'unica forma societaria che garantirebbe un'amministrazione partecipata, efficiente ed economica, per la gestione del servizio idrico integrato, è quella di un'azienda speciale consortile". Lo sostiene Federconsumatori Agrigento, commentando la notizia secondo la quale l'assemblea dei sindaci avrebbe deliberato di affidare la gestione del servizio idrico integrato in provincia ad una S.p.A. a capitale pubblico. 

"Questa opzione era emersa durante il convegno di Federconsumatori Sicilia e del Forum siciliano dei movimenti per l’acqua, del 23 febbraio scorso ad Agrigento, in quanto la scelta della azienda speciale consortile partecipativa consente - scrivono dalla Federconsumatori - di perseguire il pubblico interesse in piena autonomia gestionale e seguire criteri di economicità. Una A.S.C. infatti mira al pareggio di bilancio, reinvestendo gli utili nell'innovazione, nella manutenzione, nella ricerca, nel miglioramento del servizio e delle infrastrutture, nella tutela della salute e dell’ambiente. Una S.p.A. al contrario ha come obiettivo principale quello di far profitto sull’acqua, sia essa gestita da soci pubblici, da soci privati o da un mix di pubblico e privato".

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Federconsumatori ha dunque, ufficialmente, chiesto le ragioni di questo cambio di forma societaria che, rispetto a quanto affermato e condiviso il 23 febbraio, "rappresenta un vero e proprio ribaltone. L’azienda speciale consortile partecipativa rimane l’unica soluzione possibile per chiudere definitivamente col passato e - concludono dalla Federconsumatori - consentire alle comunità locali di essere parte attiva nella gestione pubblica dell’acqua".
 

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