Cresta sui parcheggi nella Valle, ultime arringhe prima del verdetto

Con le discussioni dei difensori del direttore del Parco, Roberto Sciarratta, e del funzionario Maurizio Attanasio il processo va in archivio

Uno dei parcheggi della Valle, nel riquadro il direttore del Parco

"Nessuna connivenza con la Lagana e nessun raggiro, basti pensare che la cooperativa era stata diffidata a rispettare il contratto". Con le arringhe degli avvocati Salvatore Maurizio Buggea e Grazia Marchese, difensori dell'attuale direttore del Parco Archeologico di Agrigento, Roberto Sciarratta, all'epoca - nel 2011 e nel 2012 - dirigente di un'Unità operativa dell'ente, e Maurizio Attanasio, altro funzionario responsabile del procedimento di concessione delle aree, cala il sipario sul processo legato alla gestione dei parcheggi della Valle.

Il 19 dicembre i giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato, emetteranno la sentenza. La Lagana, riconducibile a Carmelo Vella e ai figli Giuseppe e Sonia, in particolare – secondo il pm Elenia Manno – violando le procedure previste dal bando e la convenzione stipulata fra il Comune e il Parco, avrebbe omesso di informatizzare la gestione del parcheggio, utilizzando le park card e applicando prezzi maggiori in modo da trattenere la differenza. Contestata anche la mancata corresponsione del canone annuo di 10 mila euro".

All'udienza precedente c'erano state le altre arringhe difensive (del collegio fanno parte pure gli avvocati Olindo Di Francesco, Daniela Posante, Antonino Casalicchio, Antonella Arcieri e Pierluigi Cappello). 

Nella lista degli imputati anche Alfonso Zammuto, 69 anni, altro responsabile della Lagana. Il pm ha chiesto l'assoluzione per Sciarratta e Attanasio; un anno e sei mesi di reclusione per l'accusa di truffa aggravata per Carmelo Vella e un anno ciascuno per gli altri tre imputati. 

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