"Vengo a trovarti e ti butto l'acido in faccia, così ti sfregio a vita", 25enne condannato per stalking alla ex

Un anno e dieci mesi di reclusione ad Alessandro Rizzo: la polizia lo aveva bloccato a Roma, appena sceso dal bus

Il giudice dell'udienza preliminare di Agrigento, Stefano Zammuto, ha condannato a un anno e dieci mesi di reclusione, per l'accusa di stalking nei confronti della propria compagna che lo aveva lasciato, Alessandro Rizzo, 25 anni. Il giovane era stato arrestato il 6 febbraio dalla polizia alla stazione di Roma Est, appena sceno dal bus in partenza da Agrigento, dove avrebbe voluto completare la vendetta nei confronti della ex. "Vengo a trovarti e ti butto l'acido in faccia, così ti sfregio a vita", così Rizzo avrebbe intimidito la ragazza, di due anni più grande, che si era trasferita insieme al loro figlio per sfuggire alle sue violenze.

Il diifensore di Rizzo, l'avvocato Calogero Lo Giudice, prima che il gup si ritirasse in camera di consiglio, aveva chiesto di contenere la pena alla luce della confessione e della richiesta di perdono fatta pubblicamente in udienza. Il venticinquenne, al quale è stata inflitta una pena superiore al triplo rispetto ai sei mesi di reclusione chiesti dal pm Antonella Pandolfi, è stato condannato anche a risarcire la presunta vittima delle persecuzioni e l’’associazione “Insieme a Marianna”, nata per ricordare la figura di Marianna Manduca, assassinata dall’ex marito nonostante l’avesse denunciato numerose volte, che si sono costituite parte civile e sono state assistite dall’avvocato Consuelo Alonge. La ragazza ha ottenuto anche una provvisionale, vale a dire un anticipo del risarcimento, di 5 mila euro.  

Il giovane, secondo quanto ha denunciato la fidanzata, l'avrebbe minacciata ripetutamente di morte e di sfregiarla con l'acido. "Ti sciolgo la pelle come la cera", le avrebbe detto in una circostanza. Per incuterle timore, le avrebbe fatto presente che stava andando a trovarla a Roma e l'avrebbe uccisa. La presunta vittima, temendo per la sua vita, avvisò la polizia che si mise sulle tracce del giovane che è stato bloccato alla stazione della capitale, dove, probabilmente, avrebbe voluto dare seguito alle minacce.

La lunga lista delle persecuzioni inizia con un episodio dello scorso 14 dicembre. Rizzo scopre che l’ex compagna si è trasferita a Roma e decide, sostiene l’accusa, di minacciarla con un messaggio Whatsapp. “Il tuo problema sarà tornare in Sicilia perché io ti uccido. Con questo puoi anche farmi arrestare”. Il 6 febbraio avrebbe alzato il tiro. Prima un “consiglio”, sempre scritto, questa volta in uno “stato” di whatsapp. “Guardati sempre le spalle, anzi guardatevi”. Poi una minaccia esplicita: “Ti lascerò un segno indelebile sul volto, a vita”.

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Poi un messaggio con una sorta di richiesta. “Ti voglio spiegare due cosette sia a te che a quella cosa inutile che hai allatu”, riferendosi al nuovo compagno della donna. Infine la proposta. “Per ora sono nel bisogno, dammi 1.000 euro e sparisco domani stesso. Ti prometto che non ci sentiremo più, sparisco a vita”. Attorno alle 22,30, avrebbe pubblicato un nuovo stato whatsapp nel quale annunciava che la sua pelle si sarebbe sciolta come la cera e che aveva questa “missione”. Infine la telefonata: “Ti uccido, ti butto l’acido in faccia e ti lascio sfregiata a vita”.

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