Scala dei Turchi chiusa, l'appello a gran voce: "Riapritela, è un danno all'economia"

Il sindaco Zicari: "Non possiamo fare miracoli"

foto archivio

Riaprite la Scala dei Turchi al pubblico”. E’ questo l’accorato appello che è finito sul tavolo del sindaco di Realmonte Lillo Zicari. Imprenditori e consiglieri comunali vogliono la riapertura immediata del luogo.

“La Scala dei Turchi – ha detto al Giornale di Sicilia, il consigliere Sciarrone - è chiusa da dicembre 2017, cinque mesi di tempo per trovare e applicare varie soluzioni definitive ma ad oggi, stagione estiva iniziata, si continua a discutere. Forse, sorge il dubbio, non c'è una vera e ferma volontà di riaprirla. La chiusura – ha detto Sciarrone - ha ridotto il flusso dei visitatori che, inevitabilmente, si ripercuoterà quale danno sugli operatori turistici e l'economia del paese tutta”.

Non è mancata la protesta anche degli imprenditori del posto.  “Da quando il comune di Realmonte ha posto il divieto d'accesso alla Scala dei Turchi, nonché posto divieti di sosta in tutta la strada provinciale per ovvi motivi di lucro, i turisti – ha scritto su Facebook Sergio Taormina, che gestisce un’attività commerciale a Realmonte - iniziano a non frequentarla. Semplicemente desolante – ha aggiunto condividendo delle foto - se pensiamo all'affluenza di turisti ad aprile prima del divieto di accesso espletato ufficialmente per motivi di sicurezza e di maggio dello scorso anno. Avranno fatto il giusto? A me non sembra”.

A risposta, parola al sindaco di Realmonte Lillo Zicari: “Il 23 maggio ci sarà una conferenza di servizi con tutti gli organi competenti interessati. Miracoli - dice - non ne possiamo fare, ma assicuro che stiamo facendo il possibile per risolvere questa importante problematica. Stiamo lavorando per rimuovere i pericoli e revocare l’ordinanza che vieta la fruizione alla Scala dei Turchi. Faremo il punto su un progetto della Protezione civile, da 380mila euro, che prevede il disgaggio per la messa in sicurezza in tempi brevi della parete rocciosa, delle trincee drenanti e una rete metallica come protezione. Fino a quando non saranno fatti questi interventi non possiamo revocare l’ordinanza, sia per ragioni civili e morali, ma anche per rispettare le norme: non possiamo esporre al rischio visitatori e turisti. Intanto, con un progetto di servizio civico, abbiamo potenziato i controlli. In spiaggia ci sono i nostri ragazzi per diverse ore della giornata, sia di mattina che di pomeriggio, che danno le informazioni turistiche sul luogo e informano i turisti dei contenuti dell’ordinanza”.

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