"L'autorizzazione allo scarico era legittima", dissequestrato caseificio

Il pubblico ministero Alessandra Russo revoca il provvedimento che era stato convalidato anche dal gip

Sotto sequestro per un mese, nell'ambito di un'indagine che aveva portato alla denuncia del titolare per un reato ambientale, la difesa produce della documentazione che attesta come, la mancata autorizzazione allo scarico, in realtà, non c'è mai stata, e la stessa Procura della Repubblica, revoca il provvedimento e consente al caseificio di riprendere la produzione che era stata interrotta al termine dell’operazione di controllo.

Il sequestro, tecnicamente, aveva riguardato soltanto l'impianto di San Biagio Platani ma, evidentemente, l'intero laboratorio era stato fermato per l’impossibilità di scaricare i reflui. Il sostituto procuratore della Repubblica Alessandra Russo, nelle scorse ore, in accoglimento alla richiesta di revoca del sequestro preventivo, avanzata dallo studio legale degli avvocati Graziella Vella e Donata Posante, ha disposto il dissequestro. Il provvedimento iniziale, in seguito, era stato convalidato dal gip Luisa Turco. Il sequestro scaturiva da alcuni accertamenti eseguiti dal nucleo operativo dei carabinieri di Cammarata e dai militari del Centro Anticrimine Natura di Agrigento, lo stesso che ieri ha eseguito il sequestro dell'isola ecologica di Agrigento. 

La contestazione di reato riguarda un reato ambientale che la difesa dell’imprenditore ha dimostrato, in questa fase, essere insussistente. 

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