Morta assiderata dopo fuga da casa di riposo, il giudice: "Il reato è prescritto"

Vincenza Mendola, 83 anni, affetta da numerose patologie anche di natura mentale è stata trovata cadavere il 19 dicembre del 2011, imputato il direttore della struttura Biagio Palumbo

Prima la richiesta di archiviazione bocciata dal gip, poi l'udienza preliminare e il lungo stop per consentire l'unificazione dei procedimenti a carico dei due imputati. Adesso il reato è prescritto, secondo quanto ha detto ieri in aula il giudice monocratico Antonio Genna che ha chiuso l'istruttoria.

Il processo è quello a carico del titolare della «Casa dell'anziano raggio di sole», accusato di omicidio colposo. Si tratta di Biagio Palumbo, 69 anni, finito a processo dopo una iniziale richiesta di archiviazione rigettata dal gip. Il gup Stefano Zammuto, davanti al quale è stata celebrata l'udienza preliminare e il troncone abbreviato del processo, ha assolto "perchè il fatto non sussiste" l'operatrice della struttura Carmelina Di Piazza, 36 anni, accusata insieme alla collega, la suora Crisphofine Udenkwo, che non è stata mai giudicata perché nel frattempo sarebbe rientrata in Nigeria e non è stata rintracciata, di abbandono di persone incapaci.

Vincenza Mendola, 83 anni, affetta da numerose patologie anche di natura mentale è stata trovata cadavere il 19 dicembre del 2011, a distanza di circa ventiquattro ore dalla scomparsa.

I responsabili della struttura, alcune ore dopo, hanno avvisato i carabinieri che hanno avviato le ricerche concluse solo il giorno dopo col ritrovamento del cadavere della donna in una zona di campagna isolata a circa un chilometro dalla casa di riposo. L'ottantenne, secondo quanto hanno accertato gli esami medico legali, sarebbe morta a causa del freddo e gli operatori della struttura avrebbero dovuto vigilare ed evitare che si allontanasse. Ieri sono stati sentiti gli ultimi testi. Si tratta di una dipendente della struttura, che ha rivelato la circostanza che "il direttore Palumbo era ricoverato in ospedale quando avvenne il fatto" e la figlia della donna che ha raccontato le sofferenze e le patologie della madre.

Il 7 marzo sono in programma le conclusioni del pubblico ministero, dell'avvocato di parte civile Giuseppe Scozzari, che assiste i familiari dell'anziana, e dell'avvocato Antonino Gaziano che difende l'imputato. 

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