"Oltre mezza tonnellata di rame in casa di un pregiudicato", due arresti

L'operazione dei carabinieri su un'imbeccata di una fonte confidenziale, denunciato anche un minore

Giuseppe Angarussa

Imbeccati da una “fonte confidenziale” che segnalava la presenza di un grande quantitativo di cavi di rame, i carabinieri vanno dritti in casa del pregiudicato empedoclino Giuseppe Angarussa, 34 anni, arrestato e rilasciato pochi giorni prima con l’accusa di violazione della sorveglianza speciale e resistenza a pubblico ufficiale, e trovano oltre mezza tonnellata di cavi.

Per Angarussa e un’altra persona è scattato l’arresto per l’accusa di ricettazione in concorso. Si tratta di Roberto D’Amico, 29 anni, di Cattolica Eraclea. Insieme a loro c’era un quindicenne di origini rumene, residente a Cattolica, che è stato denunciato alla Procura del tribunale dei minori. Angarussa e D’Amico, difesi dagli avvocati Davide Casà e Davide Santamaria, durante l’udienza di convalida dell’arresto, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il gip Francesco Provenzano deciderà nelle prossime ore se convalidare il provvedimento dei carabinieri ed, eventualmente, applicare una misura cautelare. L’operazione è stata messa a segno dai militari nel pomeriggio di martedì. 

Nell'abitazione di Angarussa, nascosti fra un congelatore non funzionante e un altro vano, sono stati trovati 650 chili di cavi. 

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