Niente stipendi ai netturbini, nuovo stato d'agitazione

Non è escluso però – tanti sono i malumori – che si possa arrivare anche ad una astensione arbitraria dal servizio

(foto ARCHIVIO)

Ci risiamo. Gli operatori ecologici della Rti Iseda, Seap e Sea, in servizio sulla più grande delle isole Pelagie, reclamano il pagamento delle mensilità di maggio, giugno e la quattordicesima. Gli stipendi, i netturbini, questa volta, li aspettavano. Erano quasi sicuri – dopo l’accordo sottoscritto al Comune di Lampedusa – che sarebbero arrivati. Non è stato però così e ieri hanno dato mandato alla Usb di proclamare lo stato d’agitazione. C’è un rischio, più che concreto. Ed è quello che nei prossimi giorni, forse già domani, possa andarsi – se non ci saranno rassicuranti novità – verso uno sciopero.

“I pagamenti degli stipendi sono eseguiti in favore dei lavoratori con ritardi che variano dai due ai cinque mesi e questo come prassi consolidata e non come caso eccezionale – ha scritto ieri il sindacalista della Usb Aldo Mucci - . Allo stato attuale, nonostante i numerosi e continui solleciti, sia verbali che scritti, effettuati da questa organizzazione sindacale all’amministrazione comunale di Lampedusa, non vi sono notizie circa il pagamento delle spettanze maturate e dovute. Proclamiamo, dunque, lo stato d’agitazione dei lavoratori del raggruppamento Iseda, Seap e Sea”. Pare scontato che si vada, almeno per il momento, verso un tentativo di conciliazione della vertenza. Non è escluso però – tanti sono i malumori – che si possa arrivare anche ad una astensione arbitraria dal servizio.

A luglio e ad agosto non dovrebbero svolgersi scioperi. Una direttiva volta a non pregiudicare il turismo, specie in una realtà come quella di Lampedusa. Ma gli operatori ecologici che, appunto, attendevano il pagamento degli stipendi sono esasperati. La Usb, ieri, rivolgendosi alle aziende ha evocato la delibera della commissione di garanzia: “La commissione chiarisce che, secondo il proprio orientamento, il rifiuto di rendere la prestazione lavorativa a seguito della mancata corresponsione della retribuzione può essere considerato legittimo rifiuto individuale di una prestazione non dovuta a fronte dell’inadempimento del datore di lavoro – ha scritto Aldo Mucci - quando si è in presenza di un apprezzabile ritardo nella corresponsione della retribuzione. Di conseguenza, l’astensione collettiva, determinata da un ritardo, in questo caso di quattro mesi, nel pagamento della retribuzione dovrebbe essere considerata a tutti gli effetti astensione collettiva dal lavoro soggetta alle regole della legge 146/1990. La commissione ribadisce che la mancata resa di prestazioni lavorative a seguito dell’omessa corresponsione della retribuzione sarà considerata legittimo rifiuto solo dove il ritardo nel pagamento delle retribuzioni sia tale da ledere il diritto costituzionale dei lavoratori a una esistenza libera e dignitosa”. Il sindacato ha recriminato, ufficialmente, l’immediato pagamento delle mensilità arretrate facendo leva anche sul documento sottoscritto dal sindaco, dalle aziende, dalla Usb territoriale di Lampedusa. Sulla più grande isola delle Pelagie sembrano soffiare, dunque, preoccupanti venti di “tempesta”: il servizio di raccolta rifiuti appare essere a rischio.

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