Danni del maltempo, l'ira del presidente Musumeci: "Paghiamo anni di disonestà"

Si è detto "molto arrabbiato" il governatore di Sicilia che oggi ha visitato Sciacca e Ribera

La riunione di quest'oggi

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha visitato quest’oggi Sciacca e Ribera. I due comuni, flagellati dal maltempo, adesso contano i danni. Il governatore di Sicilia parla con rabbia ed ira, per una situazione che non gli va giù.

“Dobbiamo affrontare anni e anni di disonestà - dice Musumeci - è stato un vero crimine. Sono veramente molto ma molto arrabbiato. Stamattina sono stato a Sciacca, non si possono costruire le case ad un metro dal fiume. Poi fai la domanda di sanatoria, vero?. Siamo stati tutti amministratori comunali. Adesso paghiamo per errori fatti negli anni ‘50 in poi. Così non doveva essere”.

Si è conclusa con un lungo applauso, rivolto alla memoria di Giuseppe Liotta, il medico ospedaliero vittima a Corleone dell’alluvione dei giorni scorsi, l’affollata assemblea dei sindaci presieduta nel Comune di Ribera dal governatore Nello Musumeci. Erano presenti, tra gli altri, l’assessore all'Agricoltura Edy Bandiera, i dirigenti dei dipartimenti “Agricoltura” e “Sviluppo rurale” Carmelo Frittitta e Mario Candore, il capo della Protezione civile regionale Calogero Foti, la presidente della Commissione Territorio e ambiente dell’Ars Giusi Savarino e alcuni deputati regionali. A fare gli onori di casa, il primo cittadino del Comune agrigentino Carmelo Pace. A partecipare anche gli agricoltori del comprensorio che hanno subito rilevanti danni dallo straripamento del fiume Verdura.

"Il mio governo - ha sottolineato il presidente Musumeci - ha istituito l’autorità di bacino, attesa da quasi trent’anni. Adesso serve programmare e avviare le iniziative sul territorio. Nell’emergenza, abbiamo autorizzato la pulitura di oltre settanta fiumi, mentre gli operai dell’Esa, dei Consorzi di bonifica e della Forestale sono stati richiamati al lavoro per interventi nelle aree rurali. Dobbiamo rimuovere le cause, individuare chi le ha create e rimediare perché nel futuro queste tragedie non accadano più. E’ inevitabile che il cemento, versato in maniera cinica e spregiudicata in questi anni, venga rimosso. Vedremo quali risorse il governo centrale destinerà alla Sicilia e, di conseguenza, programmeremo gli interventi di mitigazione nei circa trecento siti ad alto rischio idrogeologico della nostra Isola». 

La giornata per il governatore era iniziata con un sopralluogo a Sciacca, nelle zone maggiormente colpite dai nubifragi delle ultime settimane. Insieme al capo della Protezione civile Foti e al sindaco Francesca Valenti, Musumeci aveva percorso a piedi l'area nei pressi del torrente Cansalamone, da anni ormai soggetto a ripetute esondazioni, in caso di condizioni meteorologiche particolarmente critiche.

"Non si può pensare - conclude il governatore - che tutto il peso degli investimenti debba essere sopportato dal mio governo. Le manutenzioni, sia ordinarie che straordinarie, sul nostro territorio non sono più sufficienti. Ormai occorrono interventi strutturali, dei quali si deve fare carico lo Stato".

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