Imposta di soggiorno, gli uffici ribadiscono: senza bilanci niente utilizzo delle somme

Finora incassati oltre 750mila euro, ma sarà necessario il voto degli strumenti contabili per poter disporre degli importi, che oggi sono bloccati

Niente bilanci, niente soldi dell'imposta di soggiorno. Un fatto quasi scontato, che però, in un Comune che ha un pesante ritardo con gli strumenti finanziari da approvare, rischia di diventare un problema.

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A ribadire il percorso da seguire a norma di regolamento - in primis quello che regola l'imposta stessa  -  è stato il dirigente finanziario, chiamato sull'argomento dalla 5a commissione consiliare. Quando i consiglieri hanno chiesto numi rispetto alla possibilità di usare le risorse (da destinare a interventi di sostegno al turismo) questo ha risposto che "le somme dell'anno 2017, una volta approvato il rendiconto di competenza, acquisiscono la voce di avanzo vincolato, e quindi, potranno essere spese nell'anno seguente solo dopo l'approvazione del bilancio di previsione e solo nell'ipotesi in cui le predette somme risultino impegnate entro e non oltre il 31 dicembre. In altri termini – continua – la somma incassata nel 2017 può spendersi se le somme vengono approvate nel bilancio di previsione 2018/2020 ed impegnate entro l'anno, subito dopo l'approvazione di tale strumento”. Idem per quanto incassato nel 2018, che va inserito in un capitolo di bilancio da approvare entro il 31 dicembre prossimo. Oggi all'appello mancano proprio il consuntivo 2017 e il previsionale 2018, che l'Amministrazione tenterà di far approvare proprio prima della fine dell'anno per evitare effetti nefasti sulla gestione. Fino ad allora, al netto di eventuali piccoli impegni in dodicesimi (come fatto con i fondi destinati ai festeggiamenti per San Calogero) tutto è chiuso in cassaforte a doppia mandata. Con buona pace del turismo, ovviamente.

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