Gestione del servizio idrico, l'assemblea di oggi funestata da assenze strategiche?

Ieri in una pre-assemblea i sindaci si sono dimostrati in buona parte contrari a concedere una moratoria ai non consegnatari

(foto ARCHIVIO)

L'assemblea territoriale idrica di oggi pomeriggio potrebbe segnare uno spartiacque (scusate il gioco di parole) non di poco conto sul futuro della gestione dell'acqua ad Agrigento.

E questo non tanto per l'ormai arcinota divisione tra coloro che sono favorevoli alla Spa e quelli che sono a favore della Consortile speciale (forma di gestione che prevarrà nonostante i dubbi dei sindaci e il timore di mettere su un "carrozzone" di cui saranno i municipi a farsi carico) ma piuttosto per una questione molto più spinosa e meno raccontata.

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Una vicenda che ieri, mentre il "popolo" dell'acqua pubblica ieri sera si confrontava in piazza Pirandello, è stata al centro di un duro confronto tra i sindaci dell'Ati, riunitisi per una "pre assemblea" che verteva sulla concessione del diritto di usufruire della gestione diretta ad otto centri tra i 16 che finora si erano rifiutati di consegnare le reti al gestore. Punto complesso soprattutto perché "agevolato" da un provvedimento del direttivo dell'Ati che fornisce agli otto una sorta di breve "moratoria". Potranno quindi continuare nella propria gestione in solitaria (consegnando semmai l'acqua in surplus all'Ambito, se ve ne sarà) anche se non hanno tutti i requisiti previsti dalla legge, dato che l'Assemblea dovrebbe farsi carico di concedere loro fino a 18 mesi per adeguarsi a quanto prevede una norma di 12 anni fa. Questo per consentire loro di accedere, ad esempio, a tutti i finanziamenti già programmati per la rete fognaria e la depurazione, ma anche per mettere a regime il sistema nei propri comuni, dove spesso l'acqua si paga in modo forfettario e dove, negli anni, non si è mai misurata in uscita l'acqua prelevata da pozzi e sorgenti.

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Una direttiva, questa, che convince molto poco i sindaci, i quali, nonostante pare alcuni abbiano ricevuto numerose telefonate "conciliatorie" da parte di deputati regionali e nazionali, hanno contestato al provvedimento una palese illegittimità in sede di "pre assemblea", sostenendo che appunto la decisione vada in deroga a principi chiari e già fissati e abbiano chiesto agli uffici di pronunciarsi in merito spiegandone genesi e opportunità. Così, si sussurra, il consiglio rivolto ai sindaci più restii (sempre ad opera dei "telefonatori" misteriosi) è stato quello di non presentarsi alla riunione di oggi pomeriggio, lasciando ai pochi presenti l'onere di approvare il punto e rinviare poi più avanti la questione riguardante la forma di gestione.

Oggi pomeriggio, quindi, non saranno solo le presenze a contare, ma anche la conta delle assenze potrebbe avere il proprio peso. Tutto questo in un clima che peggiora di giorno in giorno e che potrebbe, alla fine, spingere tutti verso le soluzioni più "comode". L'ultima volta questa strada portò all'individuazione del gestore in Girgenti Acque. La statistica non è esattamente dalla nostra parte.

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