Furti di corrente con la complicità degli ispettori Enel, slitta avvio del processo

Mancano i testi, ancora un rinvio per l'inizio del dibattimento a carico di venti imputati

Furti di energia elettrica in grandi quantità, con la complicità dei verificatori dell’Enel, per utenze commerciali: slitta, per l’assenza dei testi, l’inizio del dibattimento del processo scaturito dall’inchiesta “Alta tensione”. Il dibattimento, dopo che era stata disposta l’apertura dell’istruttoria all’udienza precedente, è stato rinviato al 4 novembre. I personaggi chiave dell’indagine, appena approdata in aula per il processo, sono Giovanni Trupiano, 61 anni di Agrigento, e Domenico La Porta, 64 anni di Naro, ispettori della multinazionale che, sostiene l’accusa, in alcuni casi, avrebbero persino alimentato le ruberie e dato suggerimenti utili per non essere scoperti.

L’indagine scaturisce dalla denuncia del gestore di una sala giochi che si accorse dell’anomalia di alcuni controlli nei locali pubblici. Nella lista dei venti imputati, ai quali si contestano anche il furto, la truffa e la corruzione, ci sono commercianti, esercenti e professionisti. 

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