Frattura al femore e "cure sbagliate", chiesti 500 mila euro all'Asp

I fatti risalgono al dicembre del 2009, quando un uomo si è recato al pronto soccorso dopo un incidente stradale che gli aveva provocato una frattura scomposta ed esposta

Una veduta del pronto soccorso dell'ospedale "San Giovanni di Dio"

Sono state prestate cure mediche errate per una frattura, un paziente chiede oltre 500mila euro all'azienda sanitaria provinciale di Agrigento.
I fatti risalgono al dicembre del 2009, quando un uomo, difeso dall'avvocato Giuseppe Castellino, si è recato al pronto soccorso agrigentino dopo un incidente stradale che gli aveva provocato una frattura scomposta ed esposta del femore destro. 

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A distanza di anni è arrivata l'istanza di risarcimento da oltre 513mila euro per "responsabilità da colpa medica consequenziale alle ritenute errate cure ricevute", che lascia presumere come l'uomo ritenga di aver subito un danno. L'azienda si è ritualmente costituita in giudizio insieme alla compagnia assicurativa dell'Ente. Si tratta di una delle numerose cause di questo tipo che assediano l'Azienda sanitaria locale, la quale deve spesso rivolgersi ad avvocati esterni per difendersi nelle sedi opportune, essendo il suo ufficio legale già impegnato in decine di contenziosi  a volte anche milionari. Non esiste ad oggi, almeno, non in forma pubblica, un quadro complessivo delle cause vinte è perse e il numero di risarcimenti pagati in caso di sentenza definitiva. 

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