Morì a causa di un incidente sul lavoro, Cassazione dispone un appello bis

La Corte d'appello etnea aveva disposto la condanna a un anno di reclusione per l'imprenditore al quale è stata addebitata l'omessa vigilanza sull'adozione dei dispositivi di protezione individuale forniti, dal datore di lavoro, all'operaio

La Corte di Cassazione ha annullato il giudizio di secondo grado ed ha disposto un rinvio ad altra Corte d'Appello di Catania affinché si provveda ad un nuovo giudizio. Servirà dunque un processo d'appello bis - secondo quanto riporta oggi il quotidiano La Sicilia - per accertare eventuali responsabilità sulla morte dell'operaio Alfonso Curto, 52 anni, di Favara. L'uomo, ormai dieci anni addietro, rimase vittima di un incidente sul lavoro verificatosi a Maniace, in provincia di Catania. L'unico indagato per omicidio colposo fu l'imprenditore Gaspare Scalia di 53 anni di Favara, titolare della ditta che stava realizzando la condotta fognaria. 

Scalia, in primo grado, venne assolto dal tribunale di Catania. Sentenza che è stata poi appellata dalla Procura di Catania e dal difensore delle parte civili: la moglie e le due figlie dell'operaio. La Corte d'appello etnea ha disposto la condanna a un anno di reclusione per l'imprenditore al quale è stata addebitata l'omessa vigilanza sull'adozione dei dispositivi di protezione individuale forniti, dal datore di lavoro, all'operaio. 

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L'uomo precipitò nel vuoto dall'altezza di circa 6 metri. Morì due mesi dopo l'incidente sul lavoro.   

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