L'esplosione al mercatino di Gela, il camion è di un commerciante di Grotte: tre gli agrigentini in gravi condizioni

Oltre al venditore ambulante quarantacinquenne hanno riportato gravi ustioni la moglie: una quarantenne e un impiegato trentottenne di Racalmuto. Più serie le condizioni di una ventiduenne che lavorava sul mezzo

Il camion adibito a rivendita di polli allo spiedo

E' di proprietà di un commerciante ambulante di Grotte, C. C. di 45 anni, il camion - adibito a rivendita di polli allo spiedo - sul quale, ieri mattina, è esplosa una bombola di gas. Il camion era al lavoro, fra decine e decine di bancarelle, al mercatino di via Madonna del Rosario a Gela. Una ventina, complessivamente, i feriti. Alcuni - trasferiti in "codice rosso" - sarebbero in gravi condizioni e sono ricoverati all'ospedale "Cannizzaro" di Catania. Fra loro dovrebbe esservi proprio il commerciante grottese, la moglie: T. P. di 40 anni, e un loro impiegato, V. M. di 38 anni, che è di Racalmuto. Ma anche la ventiduenne, M. M., di Gela che lavorava proprio su quella polleria ambulante e che è stata trasferita in ospedale in elisoccorso. E poi anche una casalinga, S. M., all'ottavo mese di gravidanza, moglie di un carabiniere. Quest'ultima donna era poco distante dalla rivendita di polli allo spiedo.  

esplosione gela mercato-2

E' stata aperta un'inchiesta, ma servirà del tempo - inevitabilmente - per fare chiarezza su cosa sia effettivamente accaduto. Di accertamenti e indagini si stanno occupando i poliziotti del commissariato di Gela. Sul posto, subito dopo che si è scatenato l'inferno, hanno lavorato per ore ed ore anche i vigili del fuoco.

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La bombola di gas, che alimentava l'attrezzatura per fare i polli allo spiedo, prima avrebbe preso fuoco e poi sarebbe esplosa. L'onda d'urto e le fiamme hanno investito in pieno le tre persone che erano al lavoro sul furgone. I feriti, molti dei quali con ustioni gravissime: anche sul 50 per cento del corpo, sono stati ricoverati fra i centri Grandi ustioni di Catania e Palermo, tanti però i cittadini che sono finiti - per malesseri improvvisi e uno per un principio di infarto - all'ospedale di Gela. Una ventitreenne di Gela è stata invece visitata all'ospedale "San Giacomo d'Altopasso" di Licata.

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