Differenziata, con quasi il 70 per cento è record: Agrigento è il primo capoluogo di provincia in Sicilia

Lo scorso dicembre, la città ha avviato a recupero rifiuti per 1.298.390 chilogrammi, mentre allo smaltimento sono stati inviati 581.600 chili

E’ il primo capoluogo di provincia in tutta la regione. Agrigento, con il suo 69,06 per cento conquistato a dicembre e con una media annuale, nel 2018, del 60,38 per cento, è la realtà dove la raccolta differenziata – fra i 9 capoluoghi di provincia siciliani – funziona meglio. Un dato record specie se paragonato all’appena 24,72 per cento di gennaio scorso quando la differenziata era ancora a livello sperimentale nella sola Fontanelle e al 63,41 per cento registrato due mesi dopo: a marzo. 

C’è ancora da fare, naturalmente, nella città dei Templi perché esistono ancora – è una specie che non s’è estinta – gli incivili, ma intanto, a livello regionale, il primato della città è assoluto. Lo scorso dicembre, Agrigento ha appunto avviato a recupero rifiuti per 1.298.390 chilogrammi, mentre allo smaltimento sono stati inviati 581.600 chili. Il totale annuale è invece di 10.134.069 chili avviati allo smaltimento e ben 15.445.406 chili avviati al recupero.

Gli importanti risparmi che la differenziata ha consentito di realizzare ad Agrigento si sono, però, volatilizzati per l’assenza di stazioni di conferimento nei bacini provinciali. Al momento, la città è stata “dirottata” – come molti altri Comuni della provincia – a conferire i rifiuti a Bellolampo, nel Palermitano. Lo ha disposto nelle scorse settimane l’assessorato regionale competente. E questo nuovo “indirizzo” di conferimento ha comportato, inevitabilmente, un insopportabile aggravio di costi.

Nell’appena trascorso mese di dicembre, Agrigento ha raccolto 72.900 chilogrammi di imballaggi di carta e cartone, mentre la carta e il cartone raccolto è stato di 182.340 chili. Poca, invece, la plastica raccolta: appena 200 chili lo scorso dicembre e 440 in tutto il 2018. Enorme invece il dato dei rifiuti biodegradabili da cucine e mense: si è passati dai 264.500 chili dello scorso gennaio a ben 783.060 chili di luglio, per finire con 584.160 chili a dicembre scorso. La raccolta di rifiuti ingombranti è stata massiccia: 86.800 chili a maggio, 82.860 ad ottobre, 83.120 a novembre e 69.860 lo scorso dicembre. I rifiuti urbani non differenziati sono naturalmente calati da 1.888.400 chili dello scorso gennaio a 649.733 chili di maggio, a 677.160 chilogrammi di ottobre per finire con 581.600 chili del mese appena trascorso. 

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