Cupa, entra nel vivo il progetto Archeomed

L’obiettivo è di rafforzare la capacità di attrazione turistica dei centri archeologici e...

Cupa, entra nel vivo il progetto Archeomed
Entra nel vivo il progetto Archeomed: infatti, il Polo universitario della Provincia di Agrigento ospiterà, lunedì e martedì prossimi, i relativi incontri con studiosi, accademici ed operatori del settore archeologico.

Hanno confermato la loro partecipazione i docenti Carmen Gasco Fortea, Associazione Aido (Spagna), Ibrahim Buaemar, Al Quds university (Palestina), Alhusbani Abdelhakim, Yarmouk university (Giordania), Alsaad Ziad,  Yarmouk university (Giordania), Zgibeh  Abdelrahman. Yarmouk university (Giordania), Elisabetta Trenta, Sudgestaid SrL (Roma), Diego Ciocie, Sudgestaid SrL(Roma).

Il progetto Archeomed, finanziato dall’Unione Europea, per l’importo di 1.350.073 euro, nasce da una partnership del Polo universitario della Provincia di Agrigento con l’Università di Yarmouk Giordana, l’Università palestinese Al Quds, la società Sudgestaid di Roma e l’associazione spagnola "Aldo". L’obiettivo del progetto è di rafforzare la capacità di attrazione turistica dei centri archeologici e storico-culturali di minore importanza dei paesi partner attraverso la creazione di un network interattivo, finalizzato alla promozione dello sviluppo e alla collaborazione nella gestione delle attività culturali e del marketing territoriale.

Il progetto è un’azione pilota sull’integrazione dei sistemi di gestione, valorizzazione e tutela dei Beni culturali del bacino del Mediterraneo. Tra le attività previste, dopo una prima fase di ricerca in cui ogni paese realizza uno studio sui beni minori, verrà creata una piattaforma elettronica interattiva che oltre a consentire la collaborazione tra i partner, sarà uno strumento di marketing territoriale; infatti attraverso di esso sarà possibile visitare virtualmente alcuni siti archeologici dei paesi partner e si potrà accedere alle informazioni storico culturali o di tipo turistico (alberghi, ristoranti, trasporti). Infine si analizzeranno le possibilità di estensione di questo “distretto culturale” mediterraneo ad altri paesi dell’area.

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