Crollo dei massi alla Scala dei Turchi, collocato uno steccato in legno

Le idee su come muoversi, per risolvere rapidamente questa emergenza, al Comune di Realmonte sono già chiare

Lo steccato collocato alla Scala dei Turchi

E' stato collocato uno steccato fisso, fatto in legno di castagno per ben armonizzarsi con lo scenario della Scala dei Turchi. L'area di ingresso che conduce anche alla suggestiva scogliera di marna bianca era, da sabato, e resta interdetta. La Scala dei Turchi, nella sua parte finale, è raggiungibile soltanto via mare.

"Abbiamo inviato la comunicazione di quanto accaduto al Genio civile e alla Prefettura di Agrigento - ha spiegato, nel pomeriggio di ieri, il sindaco di Realmonte Calogero Zicari - . Verrà effettuato nei prossimi giorni un mirato sopralluogo congiunto fra Comune e Genio civile. Ma, trattandosi di un'area Sic (sito di interesse comunitario ndr.), - ha proseguito Zicari - convocheremo anche un apposito tavolo tecnico, sempre congiunto, invitando anche la Sovrintendenza ai beni culturali e la Protezione civile regionale". Sabato scorso, il terrazzo marino, posto nella parte alta del costone vicino alla Scala dei Turchi, si è sbriciolato: dei massi di calcarenite si sono staccati e sono precipitati sulla sottostante spiaggia. Il sindaco di Realmonte, in via precauzionale, ha subito firmato, un'ordinanza di interdizione dell'area. E già nella giornata di sabato vennero collocate delle transenne. Transenne provvisorie che, ieri, appunto, sono state rimosse ed è stato posizionato uno steccato fisso in legno di castagno. L'ingresso che conduce anche alla Scala dei Turchi - candidata a patrimonio dell'Unesco - è dunque off-limits. Sbarrato con delle transenne che non sono più quelle che si possono facilmente spostare o rimuovere."Il cedimento di calcarenite - per come ha evidenziato, fin dalle ore successive al crollo, il sindaco Calogero Zicari - è stato di modesta entità. L'area è stata però, in via precauzionale, interdetta per evitare che qualcuno potesse aggirarsi nella parte sottostante". Anche durante l'inverno, infatti, specie nelle belle giornate, ci sono tante persone che visitano la Scala dei Turchi e ne approfittano per fare una salutare passeggiata in riva al mare.

Le idee su come muoversi, per risolvere rapidamente questa emergenza, al Comune di Realmonte sono già chiare. Il sindaco Calogero Zicari è, del resto, un ingegnere che lavora al Genio civile di Agrigento. Bisogna solo "studiare" come far arrivare il mezzo che dovrebbe far cadere le ulteriori parti pericolanti. Perché di massi di calcarenite pericolanti - che, dunque, rischiano di scollarsi e precipitare verso il basso - ce ne sono ancora. "E' necessario che vengano fatte le opportune verifiche e valutazioni tecniche - aveva già spiegato il sindaco di Realmonte - . Speriamo di poter affrontare e risolvere rapidamente la questione, speriamo di riuscire a restituire l'ingresso, attualmente sbarrato, prima dell'arrivo dell'estate". "E' un fenomeno naturale. Nella parte sommitale del costone di argilla c'è un terrazzo marino che è composto da sabbia e ghiaia cementati - ha spiegato il geologo Antonio Calamita che ben conosce il territorio - . I fenomeni atmosferici: pioggia e vento scalzano il tetto del costone e cede la ghiaia che è di grosse dimensioni. Non è nulla di eccezionale. E' un fenomeno naturale che si registra in un costone dove, nella parte sommitale, vi è un terrazzo marino. La marna, la roccia della Scala dei Turchi, non si fa scalzare dagli agenti atmosferici. Il terrazzo marino invece sì. Certo bisogna prestare attenzione, per l'eventuale presenza di persone, e constatare lo stato del costone di argilla. Ma non lo ritengo, pur non avendo visto il crollo, un fatto preoccupante". A reclamare, ieri, "controlli, vigilanza continua e messa in sicurezza" è stata l'associazione ambientalista "MareAmico" che ha aggiunto: "Giova ricordare che la famosa collina di marna bianca è di proprietà privata, anche se il Comune, da quest'anno, ha tentato una sorta di gestione, sciupando soldi pubblici senza ricavarne alcuna entrata e senza riuscire a custodirlo".

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