"Casa del vigile", dopo 59 anni c'è la sentenza: il proprietario dello stabile è il Comune

Gli inquilini degli appartamenti - che sono ben 56 – e a tutti gli aventi causa è stato ordinato di rilasciare l’immobile, con annessi e connessi

La palazzina – chiamata “Casa del vigile” – è stata edificata, a valle della via Manzoni, su fondo di proprietà del Comune di Agrigento che è, dunque, il proprietario originario dell’immobile per avvenuta accessione. Sono inefficaci e non opponibili al Municipio tutti gli atti in favore di terzi, come vendite e successioni. Ai convenuti – ossia ai proprietari degli appartamenti che sono ben 56 – e a tutti gli aventi causa è stato ordinato di rilasciare l’immobile, con annessi e connessi. E’ questa, grosso modo, la sentenza pronunciata dal tribunale di Agrigento, in composizione collegiale. Cinquantanove anni dopo – era il 1959 -, la deliberazione della giunta municipale dell’epoca con la quale veniva disposta la vendita, condizionata all’approvazione del consiglio comunale, ad un prezzo simbolico, di un terreno comunale edificabile alla Cooperativa Casa del Vigile e dopo una prima sentenza del dicembre del 2002, si mette un punto fermo – anche se si tratta di una sentenza di primo grado - in quella che è stata una vicenda che provocato tante sofferenze ma anche tante speculazioni in momenti di campagna elettorale.

Inevitabili, adesso, gli interrogativi: chi vive in quegli appartamenti e s’è sempre ritenuto proprietario ora cosa farà? Impugnerà la sentenza di primo grado in appello? O forse – qualche avvisaglia pare ci sia già – lascerà definitivamente perdere questo interminabile contenzioso?

Nel 1959, la Giunta disponeva la vendita, ad un prezzo simbolico, di un terreno comunale edificabile alla Cooperativa Casa del Vigile. L’obiettivo era realizzare un fabbricato da destinare ad edilizia agevolata per i vigili urbani. Nel ’63, la ratifica al deliberato dell’Esecutivo veniva negata e la proprietà dell’area, con effetto fin dall’origine, ritornava al Comune di Agrigento. Nel dicembre del 2002, il Municipio vedeva riconosciute le proprie ragioni. L’esecutività della sentenza venne però sospesa, in attesa della decisione della Corte d’appello di Palermo. Il processo iniziò nel 2003 e arrivò – dichiarando nullo il pronunciamento del 2002 del tribunale di Agrigento - a sentenza il 30 settembre del 2015. La Corte d’appello, allora dispose che tutto venisse rifatto da capo. Il Comune di Agrigento, dunque, riavviò la citazione nel dicembre dello stesso anno.

Ora, la nuova sentenza di primo grado che è tutta in favore di palazzo dei Giganti. Una vera e propria “batosta” per gli agrigentini, compreso quelli che, nel frattempo, hanno ereditato qualche appartamento.  

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