Bloccato in Africa da mesi, il comandante Guardino: "Ho malinconia di casa e di un bicchiere di vino bianco"

Il marittimo non vede la sua famiglia da tempo. La testimonianza: "Non posso avere momenti di sconforto e non devo mollare"

Giuseppe Guarino ed il collega Domenico Mezzina di Molfetta comandante della Mare Rubino

Si chiama Giuseppe Guardino è un marittimo e da mesi, per via dell’emergenza Coronavirus, è bloccato in Congo. Il comandante della nave offshore "Blue Brother" di Ravenna, svolge servizio di appoggio e assistenza alle piattaforme petrolifere.

Il saccense è un uomo di mare, conosce tutti i segreti del suo mestiere e come i migliori comandanti, ha una tempra caratteriale forte. La sua Sciacca si è mobilitata, dando vita ad un susseguirsi di appelli, tutti uniti, per riportare il comandante nella sua amata terra. 

“Come sto? Ovviamente sono malinconico - dice Guardino ad AgrigentoNotizie - sono settimane dure. Io sono un comandante ho la responsabilità di tutto, ho un equipaggio sulle mie spalle. Non posso avere momenti di sconforto e non devo mollare. Nonostante tutto vivo i miei giorni con il sorriso stampato in faccia. Non posso cedere, se mollo io, mollerebbero tutti. Non possiamo e non dobbiamo permetterlo”.

Emergenza Covid-19, marittimo saccense bloccato da 6 mesi in Congo
 

Dimenticherà mai questa esperienza?

“Non credo proprio. Io ne ho viste tante, ma questo rimarrà indelebile dentro di me. Per sempre. Il comandante deve avere la forza di reagire, soprattutto nei momenti di grande difficoltà”.

Qual è la prima cosa che farà il giorno che rivedrà la sua Sciacca?

“Io non vedo la mia famiglia da mesi. Non è facile, mi mancano moltissimo. La prima cosa che farò? Abbraccerò i miei cari. Poi, forse, dovrò fare dei giorni di quarantena.  Quindi per la vera normalità dovrò ancora attendere. Cosa mi manca? Oltre la mia famiglia, un bel piatto di pesce del mio mare accompagnato da un calice di vino bianco. Ecco, il mi ritorno lo immagino così (sorride ndr)”.

Sono tante le persone che si stanno interessando a lei. Cosa si sente di dire?

“Io ringrazio la mia compagnia e lo faccio a nome di tutto l’equipaggio. Non ci hanno mai lasciati soli in balia del niente. Mai. Ringrazio il sindaco Valenti per i suoi tanti appelli, ma anche il presidente del consiglio comunale, Pasquale Montalbano. Un ringraziamento speciale anche ad un consigliere d’opposizione che non conosco di persona, ma che in queste settimane mi ha spesso scritto, si chiama Calogero Bono”.

Giuseppe quando pensa che potrà fare ritorno in Italia?

"Non sono l’unico ad essere in queste condizioni, con me ci sono altre navi e dunque altri equipaggi. I colleghi per rilevarci sono arrivati in Congo il 19 giugno. Attualmente stanno facendo la quarantena in una struttura attrezzata. Il 4 luglio verranno a darci il cambio e noi dovremmo attendere la data di un volo speciale per rientrare in Italia. Sono voli molto onerosi. Qui le  frontiere, per via del Covid 19, sono chiuse e non si sa quando riapriranno. Si può solo entrare e uscire con voli charter speciali organizzati dall'ambasciata Italiana. Spero che sia la fine di un'esperienza indelebile".

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I mesi lontano da casa non hanno scalfito il carattere del comandande di Sciacca. La sua nave, la "Bambini Spa", oggi sarà ancora in mare per una nuova navigazione. L'incubo, per il 46enne, sta per finire ma questa esperienza non la dimenticherà facilmente. 

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