Funzionari di banca accusati di usura a ristoratrice, il pm: "Assoluzione e prescrizione"

Il magistrato Simona Faga chiede che i due imputati vengano in parte scagionati nel merito, le altre accuse non sono più punibili per il decorso del tempo

Il dibattimento, in parte, ha chiarito i fatti che venivano contestati ai due imputati. Per il resto il decorso del tempo ha fatto cadere i reati in prescrizione. Queste le conclusioni del pubblico ministero Simona Faga al processo, in corso davanti ai giudici della seconda sezione penale, nei confronti di due funzionari del Banco di Sicilia ai quali si contesta di avere praticato dei tassi di usura nei rapporti finanziari con un’imprenditrice. Si tratta di Luigi Carbone, responsabile dell’ufficio recupero crediti dell’istituto, e di Vincenzo Martorana, all’epoca dei fatti vice direttore della filiale di Casteltermini.

Il magistrato che rappresenta l’accusa ha chiesto una sentenza di non doversi procedere per avvenuta prescrizione per un capo di imputazione e una di assoluzione nel merito per l’altro. Il processo, in effetti, era iniziato dopo oltre un quarto di secolo dall’inizio del contenzioso. La vicenda giudiziaria ha avuto un iter particolarmente lungo e travagliato. La decisione di disporre l’approfondimento dibattimentale era stata presa dal giudice dell’udienza preliminare Alfonso Malato che ha accolto la richiesta del difensore dell’imprenditrice Carmela Di Blasi, l’avvocato Raimondo Tripodo, ma non della Procura. Il pm Carlo Cinque, infatti, aveva chiesto il non luogo a procedere. L’inchiesta, in precedenza, per ben tre volte è stata sul punto di essere archiviata.

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Dopo la requisitoria i giudici della seconda sezione penale hanno poi rinviato al 28 maggio per le arringhe dei difensori, gli avvocati Enzo Caponnetto, Antonino Gaziano e Michele Pellitteri. Per arrivare al verdetto, probabilmente, ci sarà bisogno di almeno un’altra udienza. 

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