Caso Carola, la Sea Watch può tornare in mare: il tribunale di Palermo ordina il dissequestro

Lo stop, dopo quello penale già revocato dalla Procura a settembre, era stato deciso per le violazioni del decreto sicurezza legate ai divieti di ingresso

Il giudice della sezione civile del tribunale di Palermo, al quale si erano rivolti con un ricorso di urgenza i legali della ong Sea Watch, ha disposto il dissequestro amministrativo della nave, scattato nell'ambito dell'inchiesta nella quale è indagata la comandante Carola Rackete, accusata di resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e resistenza o violenza contro nave da guerra. La capitana tedesca fu anche arrestata, salvo poi venire rimessa in libertà dal gip che non ha convalidato il provvedimento.

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La Procura di Agrigento, lo scorso 25 settembre, aveva disposto il dissequestro penale, con un provvedimento firmato dal pm Gloria Andreoli, in quanto le esigenze probatorie erano ritenute cessate. La nave, tuttavia, è rimasta nel porto di Licata perché sottoposta a sequestro amministrativo in base alle ripetute violazioni del divieto di ingresso in acque territoriali, imposto dalle autorità italiane ai sensi del decreto sicurezza bis che, all'epoca, era entrato in vigore da poche settimane. 

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