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Rubano l'auto e rapinano un distributore di benzina, utilitaria carbonizzata e criminali in fuga

Sulla vecchia Fiat Punto ha lavorato per ore, a caccia di qualche possibile indizio non inghiottito dalle fiamme, la Scientifica della polizia 

 

Due malviventi, con il volto travisato, hanno rapinato il distributore di benzina lungo la strada statale 122, in contrada Madonna dell'Aiuto, a Canicattì. Apparentemente non armati, i due sono riusciti a farsi consegnare quanto aveva con se l'operaio addetto agli impianti di distribuzione. Arraffati i soldi - il bottino è ancora in corso di quantificazione -, i criminali sono scappati, a gran velocità, con la stessa auto con la quale erano arrivati al distributore di carburanti: una Fiat Punto vecchio modello. 

Una utilitaria che è stata ritrovata in fiamme qualche ora dopo il colpo. Una macchina che era stata rubata poco prima - il proprietario non ha avuto neanche il tempo per formalizzare una denuncia di furto - sempre a Canicattì. 

Sulla rapina - l'ennesima che si registra in danno di quel periferico distributore di carburanti - hanno avviato le indagini i poliziotti del commissariato di Canicattì. Agenti che mantengono fitto, anzi più che fitto, il riserbo su quello che è accaduto e sulle mosse investigative che sono state già messe in atto. 

Sul luogo del rinvenimento della vecchia Fiat Punto, di fatto distrutta dalle fiamme, ha lavorato per ore - naturalmente a caccia di qualche possibile indizio non inghiottito dalle fiamme - la Scientifica. 

Appare scontato, visto che il furto dell'auto è stato immediatamente precedente alla rapina al distributore di carburante, che il colpo sia stato pianificato e studiato con meticolosità. Non è la prima volta però che, a Canicattì, si registrano rapine - ai danni dei distributori di carburante - fatte con questo modus operandi. L'interrogativo è, dunque, inevitabile: c'è sempre la stessa banda dietro ai colpi che si sono registrati anche in passato? 

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