Litiga col padre dell'amico e lo aggredisce, il 46 muore per i pugni ricevuti: chiesto processo

La Procura, in un primo momento, ipotizzava l'accusa di lesioni personali prima di aggravare l'imputazione in omicidio preterintenzionale

Litiga col padre dell’amico e lo colpisce con alcuni pugni al volto: l’uomo, quarantaseienne, morì poco dopo per un infarto. Secondo il pubblico ministero Paola Vetro, che ha tirato le fila di una complessa indagine, il ventinovenne Giuseppe Cutaia deve essere processato per omicidio preterintenzionale. La vittima si chiamava Giuseppe Cacciatore. Il magistrato ha chiesto il rinvio a giudizio per questa imputazione dopo che l’indagine, in un primo momento, ipotizzava l’accusa di lesioni personali escludendo, quindi, un nesso fra l’aggressione e la morte. 

La vicenda risale al 26 agosto del 2015 quando il ragazzo, a margine di un incontro per risolvere un litigio precedente avuto con il figlio dell’uomo, avrebbe colpito con alcuni pugni al volto l’uomo che morì poco dopo. 

In un primo momento gli inquirenti indagarono per l’ipotesi di reato di lesioni personali ipotizzando che non vi fosse una relazione tra l’aggressione e la morte dell’uomo che, secondo la prima attività di indagine, sarebbe stata causata da sindrome coronarica acuta. 

La difesa, affidata agli avvocati Angela Porcello e Diego Guadagnino, ha chiesto di dichiarare inutilizzabili gli ultimi atti di indagine per alcuni vizi di forma. Si torna in aula il 6 novembre.

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