"Non rispetta gli orari imposti dal giudice per la movida", denunciato

Uno dei condomini del palazzo, lo stesso che aveva fatto ricorso alla magistratura, ha chiamato la polizia non appena l'ora prevista è trascorsa

(foto ARCHIVIO)

Avrebbe dovuto rispettare categoricamente gli orari imposti dal giudice. Perché proprio alla magistratura si era rivolto, affinché fissasse delle regole ben definite, uno dei condomini del palazzo dove – in centro ad Agrigento – c’è un locale della movida. Il giudice, con uno specifico pronunciamento, i paletti li aveva fissati. Tuttavia, nella notte fra martedì ed ieri, i poliziotti della sezione Volanti della Questura di Agrigento hanno accertato che quegli orari non sarebbero stati affatto rispettati. E a carico del gestore del locale serale è stata, dunque, formalizzata una denuncia, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica. L’ipotesi contestata è inosservanza alle disposizioni della magistratura.

La “guerra” fra residenti e gestori dei vari locali della movida agrigentina – tanto in centro quanto nel rione balneare di San Leone – di fatto non è mai venuta meno. E non si compone soltanto delle telefonate, spesso a raffica – soprattutto nei week end –, che arrivano alle centrali operative delle forze dell’ordine. Molti residenti, infastiditi dalla musica che, a loro dire, è altissima e anche nel pieno della notte, hanno formalizzato degli esposti in Procura. Qualcuno, invece, come nel caso specifico, si è rivolto ad un giudice affinché stabilisse, con certezza categorica, entro quali orari – facendo un distinguo fra giorni lavorativi e giorni festivi – musica e schiamazzi dovessero cessare. E il pronunciamento, appunto, c’è stato.

Nella notte fra martedì e ieri, però, alla sala operativa della polizia di Stato è arrivato un nuovo “Sos” per disturbo della quiete pubblica. I poliziotti della sezione Volanti della Questura sono accorsi in centro e hanno constatato che effettivamente, contrariamente a quanto disposto dal giudice, c’era – a quell’ora – musica. Inevitabile, per i poliziotti, a questo punto, la contestazione, a carico del gestore del locale, dell’inosservanza al provvedimento del magistrato.

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