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"Evviva San Calò": al tradizionale grido Agrigento abbraccia il santo nero, il Covid non ferma la fede

Nel giorno liturgico della sua festa: "Diana" e santa messa per il santo più amato. La testimonianza: "Ha salvato di nuovo la città dal virus"

 

La presenza del Coronavirus ha causato il blocco dei tradizionali festeggiamenti, ma non ha fermato l'affetto e la fede che gli agrigentini nutrono per San Calogero. Nel giorno della sua festa liturgica, seppur nel rispetto delle limitazioni imposte dalle misure di prevenzione del rischio contagio, la città ha ringraziato il Santo nero per aver limitato la diffusione del virus. Con un “ipotetico” abbraccio ha rinnovato la propria devozione per il monaco di origine turca.

La tradizionale “Diana” dei tammura di Girgenti e l’inconfondibile "chiamata" dei portatori hanno fatto eco sul sagrato del santuario dove il vicario generale dell’arcivescovo di Agrigento, monsignor Melchiorre Vutera, ha celebrato la santa messa alla presenza delle autorità e di un ristretto numero di fedeli.

Le forze dell'ordine sono state presenti, per tutto il tempo della cerimonia, per evitare assembramenti. 

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