Mercoledì, 19 Maggio 2021
Trinacria selvaggia

Opinioni

Trinacria selvaggia

A cura di Antonio Vanadia

La medusa luminosa

La "Pelagia noctiluca" è chiamata così perché, se toccata o mossa, emette una soffusa luminescenza verde; è particolarmente suggestivo passare di notte con una barca a remi in mezzo a uno sciame di queste meduse, la turbolenza prodotta dalla chiglia e dai remi provoca l'accensione simultanea delle stesse

Piccola,fascinosa e pericolosa; durante la notte, se la sfiori, si accende. Non sto descrivendo una passionale ‘’Bond girl’’ asiatica, ma una medusa: la "Pelagia noctiluca".

La "Pelagia noctiluca" è chiamata così perché, se toccata o mossa, emette una soffusa luminescenza verde; è particolarmente suggestivo passare di notte con una barca a remi in mezzo a uno sciame di queste meduse, la turbolenza prodotta dalla chiglia e dai remi provoca l’accensione simultanea delle stesse creando una scia fosforescente sulla superficie.

Dalla poesia alla biologia: la Pelagia è una specie dermotossica, il contatto con la pelle produce effetti che possono durare, unitamente alle cicatrici, per settimane.

Questa piccola e trasparente medusa di un tenue colore rosa e violetto, comunissima nel Canale di Sicilia, preda zooplancton che cattura e uccide con i suoi otto lunghissimi tentacoli muniti di una miriade di cellule pesantemente urticanti piene di un veleno citotossico che danneggia la pelle e il sangue.

La Pelagia vive in alto mare, ma spesso, purtroppo, si avvicina alla costa creando grossi problemi alla balneazione e alla pesca giungendo a formare nelle acque basse concentrazioni di 600 individui per metro cubo; l’impatto con i suoi tentacoli non è per nulla piacevole. Personalmente ho fatto questo tipo d’esperienza a Linosa, l’incontro mi procurò un dolore e un bruciore intensissimo e cicatrici che durarono per svariate settimane. Nel caso in cui la superficie di pelle interessata al contatto è estesa, potrebbero insorgere fenomeni preoccupanti e seri quali dispnea, vertigini, contratture muscolari e lacrimazione.

La Pelagia noctiluca è molto appetita dalla tartaruga marina e dal pesce luna, la moltiplicazione del numero di meduse Pelagia è da addebitare principalmente all’aumento delle temperature e al rarefarsi delle specie che se ne cibano.

Se si osservano esemplari spiaggiati è consigliabile non fare il bagno, la probabilità di incontrarle è in questo caso altissima.

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