Domenica, 16 Maggio 2021
Colonne d'ercole

Opinioni

Colonne d'ercole

A cura di Fabio Russello

Gli orfanelli del Due Torri

Probabilmente ad Agrigento non si è capito che, senza l'avvento di questa cordata che ha rilevato buona parte delle quote della società, l'Akragas sarebbe finita

A cose fatte e a iscrizione in Lega Pro effettuata, due cose sull'Akragas e sul dibattito di queste settimane vanno dette. Anche perché è emerso in tutto il suo splendore il nostro essere agrigentini, interpreti sublimi del paradosso di Empedocle che, più o meno, recita così: non fare niente e soprattutto fai in modo che anche gli altri facciano nulla.

Ora sono arrivati dei nuovi investitori, con la mediazione di Peppino Tirri, agente Fifa che ha trattato (di recente) il trasferimento di Samuel Eto'o dall'Inter all'Anzhi. Samuel Eto'o e non, con tutto il rispetto, il trasferimento di Andrea Saraniti dall'Akragas alla Viterbese. Avrei compreso i dubbi se fossero stati relativi al fatto che quando in società entra un procuratore sportivo non è mai una buona cosa: e se si mettesse a imporre lui i giocatori (e i loro minutaggi) all'allenatore? Diciamo che sarebbe una buona cosa, non essendoci altra scelta, se si riuscisse a trovare una via di mezzo. 

Del resto l'Akragas dei prossimi anni sarà questa: arriveranno giocatori da svezzare da diverse parti del mondo per far fare loro le ossa. Per poi rivenderli se avranno dimostrato di essere forti. E non c'è altra scelta. Ecco perché la società, col presidente Silvio Alessi, ha parlato subito di serie B. E invece gli unici dubbi che ho letto e sentito sono stati relativi al fatto che Peppino Tirri è licatese. E siccome è licatese agli agrigentini non va bene. Il trionfo del provincialismo. 

Probabilmente ad Agrigento non si è capito che, senza l'avvento di questa cordata che ha rilevato buona parte delle quote della società, l'Akragas sarebbe finita. Gli orfanelli dei derby col Due Torri e con la Leonfortese dovranno farsene una ragione: si va avanti anche senza di loro.

E che dire dell'iniziativa di Enzo Caponetto e Gaetano Leonardi di avviare una sorta di azionariato popolare. Siamo di fronte a chi finalmente anziché parlare (e basta) si è messo a fare (senza parlare). Eppure ci sono state - prima ancora di raccogliere le quote - assurde discussioni su quelle quote alludendo a «interessi» privati e personali. Il paradosso di Empedocle all'ennesima potenza.

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