Colonne d'Ercole

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Quei pini (che sono di tutti) non si toccano

Siamo sicuri che tagliare i pini del Viale dei Pini, comunque piantati prima che molte delle case intorno fossero costruite abusivamente (e poi sanate), sia l’unica soluzione?

Siamo sicuri che tagliare i pini del Viale dei Pini, comunque piantati prima che molte delle case intorno fossero costruite abusivamente (e poi sanate), sia l’unica soluzione? Non vorrei che subito dopo, quando le motoseghe hanno già finito il loro lavoro, arrivi il progettista della riqualificazione della zona e dicesse che no, il suo progetto è stato stravolto (sulla comica falsa riga di quanto accaduto su piazzale Lena). 

E dissento pure con Mimmo Fontana, assessore per bene e competente, quando cita proprio le recinzioni dei privati come ragione per la quale quei pini vanno rimossi. Poi certo, Fontana corregge il tiro e non parla più di eradicazione e basta. Dice che quei pini si potrebbero piantare altrove. Ma si è mai studiata una soluzione alternativa? Ci sono anche altri sistemi per limitare l’invasività  - questo è un problema che in effetti c’è - delle radici dei pini e non mi pare che il “progetto” (progetto?) li contempli. 

Hanno ragione insomma i grillini – la cui battaglia è condivisibile – che dicono di fermare tutto e studiare soluzioni alternative. I progetti quando sono sbagliati si possono anche strappare e non sempre un pessimo progetto è meglio di nessun progetto. Perché cedere alle pressioni – che ci sono – dei residenti della zona e seguire la tradizione tutta agrigentina secondo cui l’interesse privatissimo viene sempre prima dell’interesse pubblico? 

I privati, se vogliono, possono realizzare a ridosso delle loro recinzioni e all’interno della loro proprietà delle paratie che si conficcano nel terreno e che di fatto sono una barriera insuperabile per le radici dei pini. E sulla questione dell’asfalto dissestato non scherziamo: intanto buttate su un po’ di asfalto in vista dell’estate così quel viale diventa di nuovo piatto. E nel frattempo si cerchi una soluzione alternativa per salvare capre e cavoli, rectius, l’interesse privatissimo dei proprietari delle recinzioni e l’interesse pubblico di salvare comunque quegli alberi.

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" Classe 1971, è un giornalista, firma del quotidiano ""La Sicilia"" e corrispondente da Agrigento per ""La Repubblica"" e per l'agenzia di stampa ""Agi"". Iscritto all'Ordine dei giornalisti pubblicisti nel 1994, è diventato professionista nel 2007. Racconta per noi - controcorrente - quello che va al di là dei confini della cronaca. "

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Commenti (10)

  • Franz La Paglia ---- Leggo con stupore: "intanto buttate su un po’ di asfalto in vista dell’estate così quel viale diventa di nuovo piatto“. Ancora catrame? ma li volete soffocare definitivamente quei pini, impedendo alle radici di ricevere acqua e ossigeno e strozzando ancora di più il "colletto" dell'albero (quello che separa l'apparato radicale dal tronco). L'unica soluzione praticabile per salvare capra e cavoli (e i privati non c'entrano) potrebbe essere quella adottata a Sciacca dove hanno salvato i ficus di piazza Scandaliato: togliere asfalto e cemento attorno alla base del tronco per almeno un metro e mezzo-due metri consentendo all'apparato radicale di ricevere l'acqua piovana e, assieme l'ossigeno necessario. Quei pini sono stati piantati quando lungo il viale c'erano già un sacco di case (legali e non abusive) sul lato mare (lato La Mantia, per intenderci). Russello, per motivi di età, non può ricordarlo. Ma, in ogni caso, c'è una sentenza della Corte di Cassazione del 2010 che stabilisce che la regola che vale per il privato di piantare l'albero ad una certa distanza dalla carreggiata (Codice della strada), vale anche per il pubblico nei confronti del privato. E poi c'è il codice civile che stabilisce che gli alberi d'alto fusto (e i pini lo sono) non vanno piantati a meno di tre metri dal confine con l'altro utente, pubblico o privato che sia. E non sono soltanto le radici a fare danni. Se io avessi un lotto (anche senza casa) nel viale dei Pini protesterei perché gli aghi che cadono sterilizzano il terreno e non fanno crescere nulla: né piante ornamentali né ortaggi. Gli aghi sono velenosi per il terreno perché la resina che contengono crea uno strato di copertura. Ma siccome anch'io sono per la salvaguardia del paesaggio, penso che la soluzione Sciacca sia da provare. Certo, il viale si restringerebbe alla parte centrale per le auto, ma si potrebbe istituire il senso unico, magari usando la corsia lato mare del lungomare per andare verso il piazzale Aster e il viale dei Pini per il senso inverso. Sempre che i pini abbiano sotto terreno profondo. Ma se sotto c'è il cemento, rischiano di crollare, come è successo anni fa ad alcuni esemplari nel viale che porta alla casa natale di Pirandello.

    • Avatar anonimo di Alfonso
      Alfonso

      Certo Franz, magari chiediamo scusa ai privati innocenti di S. Leone e magari anche un risarcimento per i torti subiti. Che ne dici? È chiaro: poi seghiamo tutto eh!

      • Avatar anonimo di Franz La Paglia
        Franz La Paglia

        Magari, caro Alfonso (non so se ho il piacere di conmoscerti, perché c'è soltanto il nome), fosse sufficiente chiedere scusa. Il guaio è che il Comune è già stato condannato a pagare il risarcimento del danno patito da alcuni proprietari di terreni e case lungo il viale dei Pini. Può dispiacere, ma è la legge. "Dura lex, sed lex" ama ricordare Fabio Russello. E il problema è che per quei pini "che sono di tutti", paghiamo tutti. Perché se il comune paga, sono soldi nostri, quelli che noi paghiamo anche attraverso l'addizionale Irpef che ci viene trattenuta in busta-paga. Non solo, ma a lungo andare, c'è il rischio che sul Comune intervenga anche la Corte dei Conti. Il guaio è che spesso ci facciamo prendere dal sentimento (per me quel tunnel verde che rappresentano le chiome dei pini è bellissimo) ma dimentichiamo che ci sono regole, leggi, anche leggi della natura. L'errore è stato commesso all'origine, circa mezzo secolo fa. Questo tipo di pino (il cosiddetto pino domestico o pino italico) vuole spazio. Ci sono altre varietà di pini che hanno minori esigenze e sarebbero state più adatte. Difficilmente troviamo in altre città alberature stradali con pino italico. Qui, invece, non solo è stato piantato senza tenere conto dello sviluppo che avrebbe avuto, ma addirittura in molti casi gli alberi sono stati piantati troppo vicini tra loro.E non lo dico io, che sono ingnorante in materia come la stragrande maggioranza dei cittadini. Lo dicono quelli che ne capiscono, anche a livello universitario. A Fabio (che non è Russello ma non so chi sia) dico soltanto che a Sciacca, con quel sistema, hanno salvato i ficus di piazza Scandaliato. Le piante non sono statue o soprammobili. Sono esseri viventi. Le radici vanno a cercarsi acqua e nutrimento e togliere cemento e asfalto che soffocano la pianta è vitale. Ho sentito in Tv Marcella Carlisi del M5S che è dell'avviso di fare il viale dei Pini a senso unico e liberare il terreno attorno ai pini. Come vedete, è certamente una delle soluzioni da valutare.

    • Avatar anonimo di fabio
      fabio

      Ottima idea. Permettere ai pini di respirare!!!! Sarebbe una ottima cosa restringere la carregiata e praticare una specie di grande aiuola lateralmente. Speriamo si possa fare, salverebbe capre e pini o meglio (mi sono espresso male e non vorrei essere frainteso), pini e cavoli................. forse e meglio "accontenterebbe tutti". Ciao Franz......... e non te la prendere con Fabione Russello... o sono io il Fabio interessato????

  • Avatar anonimo di Fabio
    Fabio

    Bisogna non permettere che si faccia come alcuni anni addietro quando qualche privato ha deciso di tagliare i pini ed è stato accontentato senza battere ciglio. Per prima cosa quella è una strada che ha bisogno una manutenzione annuale. Il comune si rassegni a rifare quel tratto annualmente rimuovendo il vecchi asfalto alterato dalle radici e riposizionarlo. Per quanto riguarda i privati..... che si studi un'alternativa valida e che anche loro facciano la loro parte senza piangere e senza tagliare.

  • Avatar anonimo di Pasquino
    Pasquino

    Elimineranno anche questi storici, ultimi, pini.  Lo faranno con lo stesso criterio, non criterio, che hanno adoperato per eliminare quelli del campo sportivo, davanti la chiesa. Faranno piazza pulita perché in quella zona, sicuramente, qualche potente risiede. Toglieranno questo passaggio alberato perché, così, daranno la legna per i camini di qualche poco grosso che,sempre li,ha la casa. Che peccato.  L'unico senso logico?  La coerenza dell'amministrazione giurgintana;  " FARE SEMPRE IL CONTRARIO DI OGNI LOGICA " . Che potere abbiamo noi,  per impedire quest'altro scempio?  A chi possiamo rivolgerci?   Caro Fabio  aggiornaci .

  • Avatar anonimo di vincenzo
    vincenzo

    Intervento equilibrato e ragionevole

  • Quelli che hanno la casa costruita con licenzia edilizia e non hanno fatto la sanatoria possono avere abbattuti i pini che insistono sulla loro recinzione ????

    • Avatar anonimo di Fabio
      Fabio

      Penso proprio di no. I pini sono una risorsa storica. Bsogna trovare soluzioni alternative.

  • Avatar anonimo di Nereo Dani
    Nereo Dani

    Mi sembra molto ragionevole e pertinente quello riportato in questo articolo. 

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