Colonne d'Ercole

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Piazzale Aster "liberato": ma quello non era il Muro di Berlino

Abbattere per farci vedere un mare in cui nessuno di noi, nel pieno delle facoltà mentali, farebbe il bagno, non può bastare se poi vediamo i cassonetti stracolmi di rifiuti

Abbattere un muro che ci dà la possibilità di vedere un mare, in cui nessuno comunque farebbe il bagno a tutela la propria salute, non basta. Ed è per questo che non capisco il perché di tutto questo entusiasmo. Manco se fosse stato il Muro di Berlino. Ma abbattere un muro per farci vedere un mare in cui nessuno di noi – nel pieno delle facoltà mentali – farebbe il bagno, non può bastare se poi vediamo i cassonetti stracolmi di rifiuti, Girgenti Acque che mette le mani avanti e dice che siccome non ha piovuto abbastanza quindi – strano! - ci sarà carenza d’acqua e i turisti che arrivano ad Agrigento costretti a sorbirsi i semafori lungo la Agrigento Palermo e i lavori interminabili lungo la Statale 640. La realtà, mi spiace dirlo, è questa. Aldilà dei vasi al viale della Vittoria, dell’Ufficio Bici, del Protagonismo civico.

Sui rifiuti siamo veramente alle comiche e la dicono lunga sulla lungimiranza di chi ci amministra – e di chi ci ha amministrato – alla Regione: non è stato fatto per anni nulla – e dico nulla – sulla differenziata e ora ci dicono che in discarica i comuni possono conferire al massimo un tot di tonnellate. Il resto sta nei cassonetti perché bisogna fare la differenziata. Poi si scopre che nel bando per la raccolta dei rifiuti ad Agrigento – che risale a questo secolo eh – la differenziata non era praticamente prevista. Complimenti vivissimi a chi ha fatto il bando e chi lo ha approvato, a chi lo ha ideato. Certo sulla spazzatura che invade le strade la colpa non è solo di ci amministra (ci amministra?) visto che pure i cosiddetti cittadini spesso sono piuttosto incivili e via degli Imperatori ne è una dimostrazione.

Alla spazzatura che invade le strade e soprattutto le periferie, si aggiunge l’allarme di Girgenti Acque: ha piovuto poco e quindi ci saranno problemi nella distribuzione. Parlano come se in passato, anche quello più recente, l’acqua fosse arrivata tutti i giorni e 24 ore su 24 – come nei luoghi civili – e non razionata. Farsi trovare impreparati ad un evento comunque naturale è il segno che in questi anni non si è investito abbastanza. Ci si è limitati a distribuire (distribuire?) l’acqua che c’era. Ma per fare questo – se permettete – non serve avere un gestore unico. Bastava pure don Ciccio, il fontaniere del Comune: se c’è acqua si apre, se non c’è acqua ti arrangi.

E poi la questione delle strade. Lavori che vanno avanti da sette anni, più veloci a Caltanissetta, molto a rilento ad Agrigento, sulla 640. Da un anno e mezzo c’è un semaforo a Petrusa. Avevano detto che l’avrebbero tolto dopo pochi mesi e invece è lì da un anno e mezzo. I sopralluoghi del sottosegretario Simona Vicari, che ora scopriamo di sinistra, dà garanzie: entro ferragosto il semaforo sarà eliminato. Mancano quindici giorni. Ho ragione di essere piuttosto pessimista.

Colonne d'ercole

" Classe 1971, è un giornalista, firma del quotidiano ""La Sicilia"" e corrispondente da Agrigento per ""La Repubblica"" e per l'agenzia di stampa ""Agi"". Iscritto all'Ordine dei giornalisti pubblicisti nel 1994, è diventato professionista nel 2007. Racconta per noi - controcorrente - quello che va al di là dei confini della cronaca. "

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