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Mangiacavallo: "Sulla questione Terme tanti hanno passeggiato sulle macerie"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Sono trascorsi ormai quattro anni dalla chiusura delle Terme di Sciacca, tanti. E tanti “buontemponi” hanno passeggiato sulle loro macerie, da quelli che volevano piantare le tende, che se l'avessero fatto, oggi avremmo quanto meno un campeggio, a quelli che fingono di incatenarsi, giusto il tempo di farsi una foto. Ma finito il tempo delle baggianate, quelle che servono soltanto per attirare l'attenzione della gente, alla ricerca di visibilità o solo per far parlare di se, si dovrebbe tornare a ragionare per programmare il futuro delle nostre Terme e del termalismo nella nostra città.

In questi giorni si è parlato di bando, di manifestazione di interesse, di indagini di mercato, percorso a cui si è arrivati dopo anni di lavoro, anche dei parlamentari del M5S all'ARS, in primis Matteo Mangiacavallo. E l'obiettivo unico rimane sempre quello “riaprire le Terme subito” ma, al contempo, senza fare stupidate, “assicurarle la migliore soluzione, quella più conveniente per tutti”, per chi le concede e per chi dovrà gestirle, per i cittadini saccensi e per i fruitori della risorsa.

“E' il tempo di sedersi attorno ad un tavolo e ragionare – commenta Matteo Mangiacavallo – io sono il primo a dire che le Terme vanno riaperte oggi e non domani ma non si devono regalare al primo che arriva, bisogna ponderare ogni scelta, misurare le soluzioni, adottare le scelte migliori, programmando non solo il futuro delle risorse termali e del patrimonio immobiliare ma anche del termalismo a Sciacca. Che tipo di termalismo vorremmo nella nostra città? Qualcuno se lo è chiesto? Siamo tutti concentrati sul vecchio stabilimento e sul Grand Hotel delle Terme ma le risorse termale sono rappresentate dalle acque e dalle stufe vaporose. In che modo possiamo creare un offerta unica per i fruitori delle nostre Terme? Su questo che dobbiamo ragionare. E' facile dire “riapriamole subito” per fare presa sull'ignoranza della gente.

“Anche perché – continua il deputato regionale saccense – pubblicato il bando e affidata la gestione, sarà necessario manutenere gli impianti e metterli in funzione. Passerà ancora un anno, nel migliore dei casi. Acceleriamo sulle procedure ma ragioniamo bene sulle soluzioni. In questi giorni la Regione affiderà al Comune il Parco delle Terme. Sarebbe interessante che nel “pacchetto” venissero incluse anche le piscine e che venisse stanziata una somma per rimetterle in funzione. Presenteremo e/o sosterremo, come M5S, un emendamento per questo scopo”.

“Il Comune, a nostro avviso – afferma Matteo Mangiacavallo – dovrebbe chiedere adesso alla Regione la concessione del Complesso San Francesco. Questo bene andrebbe escluso dal bando e restituito alla città che ha bisogno di spazi museali ed espositivi nonché di locali da utilizzare per convegni e congressi. Il San Francesco rappresenta il luogo ideale, soprattutto dopo la chiusura del Museo del Mare al Fazello. Spero che la Soprintendenza dei beni culturali di Agrigento e l'Assessorato all'Economia, che stiamo sollecitando con apposita nota, vogliano prendere in considerazione questa ipotesi”.

“Le stufe vanno incluse nel bando – dice Mangiacavallo – e il M5S lo ripete da tempo. Le stufe vaporose sono il bene che rendono uniche le nostre Terme e non ha senso riaprire tutte le altre strutture senza le stufe. So che l'Assessore Armao sta cercando soluzioni per scorporarle dal Piccolo e dal Grande Albergo di San Calogero, visto che sono accatastate insieme, e credo che sia la strada giusta. Che si impieghi il tempo necessario per questa giusta operazione, visto che ne abbiamo già perduto tanto in maniera infruttuosa”.

“Si tenga sempre presente, infine – conclude Matteo Mangiacavallo – che il nodo principale legato alle Terme di Sciacca è rappresentato dalla concessione mineraria delle acque. In fase di redazione del bando va escluso un regime di monopolio, sul quale noi del M5S siamo pronti ad intervenire anche con le giuste attività legislative. Quando parliamo di futuro del termalismo a Sciacca immaginiamo un termalismo “popolare”, accessibile a tutti, e un termalismo “di lusso” riservato ad un target più alto. Per assicurare investimenti sul termalismo saccense e garantire le nostre acque a chi vuole creare da zero, oltre che a chi vuole valorizzare l'esistente, occorre prevederlo in fase di redazione del bando, suddividendo la concessione mineraria in almeno due porzioni. Mi auguro che avremo il tempo di ragionarci su invece di fare scelte affrettate che possono compromettere il futuro del termalismo saccense”.

Sulle Terme di Sciacca, da ancor prima che chiudessero, abbiamo da sempre vissuto momenti di frenesia alternati al più assordante dei silenzi. Accelerate improvvise, o qualcosa di simile, precedute da pause lunghe mesi e mesi. Un atteggiamento schizofrenico, soprattutto della politica, dettato dagli umori di una città che si risveglia di tanto in tanto, prima di tornare in un sonno profondo. Letarghi seguiti da tante primavere in cui la città si ricorda che andrebbe valorizzato il bene più prezioso che ha. Ma se troviamo positivo ogni risveglio, quello che non vorremmo mai accadesse è che durante i momenti di foga, sospinti da un rinnovato interesse per la parola “Terme”, si facessero le scelte peggiori, quelle più sbagliate.

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