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Martedì, 18 Giugno 2024
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Strage di cani, l'Enpa contro Asp e Comune: "Solito gioco a rimpiattino"

Rocchi: "Adesso sappiamo con ancora maggiore chiarezza chi sono i veri responsabili dell’emergenza e chi citare in giudizio alle prossime uccisioni di randagi"

Sono passati 64 giorni, giorno più giorno meno, dalla strage di Sciacca. 63, invece, dall’intervento sul posto dei volontari dell’ente nazionale protezione animali (Sezioni di Carini, Adrano e Catania). 62 dalla proposta lanciata da Enpa di contribuire insieme con le autorità e le istituzioni alla sterilizzazione dei randagi e dei cani cosiddetti padronali. 59 dalla denuncia contro ignoti presentata in Procura - sempre da Enpa – per l’uccisione dei randagi. E di giorni ne sono passati ben 43 dalle dichiarazioni con cui il presidente della Regione, Nello Musumeci, annunciava lo stanziamento di 2 milioni per le sterilizzazioni dei cani senza famiglia. "Il tempo passa, ma non per tutti. Non di certo per Asp e Comune di Sciacca che, a due mesi dalla strage, non hanno ancora affrontato concretamente il problema - hanno scritto dall'Enpa - . A parte le solite dichiarazioni di facciata, cui certa politica ci ha purtroppo abituato, nei fatti non è cambiato proprio nulla. A distanza di 59 giorni l’ente nazionale protezione animali non ha ancora ricevuto alcuna risposta ufficiale (e concreta) alla proposta avanzata all’indomani della strage. Forse perché - denuncia l’associazione - Comune e Asp stanno facendo il solito gioco a rimpiattino, il solito 'scaricabarile' istituzionale che condanna la Sicilia, ma non solo, a una drammatica, frustrante, deprimente inazione". 

"I nostri rappresentanti sul territorio  - spiega la presidente nazionale dell’ente nazionale protezione animali, Carla Rocchi - sono stati impegnati in una infinità di riunioni, incontri, colloqui, telefonate e hanno fatto anche l’impossibile, loro che sono volontari di un’associazione privata, per mediare tra le istituzioni. Ma, alla fine, quando si è trattato di passare dalle parole all’azione, tutti hanno fatto spallucce. Rinviando la questione sine die. Tuttavia – prosegue Rocchi – ciò non esonera Comune, Asp e Regione dalle loro responsabilità. Anzi. Adesso sappiamo con ancora maggiore chiarezza chi sono i veri responsabili dell’emergenza e chi citare in giudizio alle prossime uccisioni di randagi".

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