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Venerdì, 27 Gennaio 2023
Sciacca Sciacca

Criticità dei Comuni, il sindaco all’incontro dell’Anci Sicilia

Il vertice si svolgerà domani, sabato 8 ottobre, a Palermo, con inizio alle 10.30 a Villa Niscemi

Il sindaco di Sciacca, Fabrizio Di Paola, parteciperà all’incontro promosso dall’Anci Sicilia per un confronto sulle criticità dei Comuni siciliani. L’incontro si svolgerà domani, sabato 8 ottobre, a Palermo, con inizio alle 10.30 nella sede dell’Anci Sicilia di Villa Niscemi. L’obiettivo è promuovere iniziative per far fronte alle difficoltà organizzative e alle problematiche finanziare degli enti locali.
 
L’incontro è stato convocato dal presidente e dal segretario regionale della sezione siciliana dell’Associazione nazionale Comuni d’Italia, Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano.
 
“I Comuni – dice il sindaco Di Paola – sono allo stremo, tutti i Comuni, soprattutto in Sicilia dove la situazione degli enti locali è aggravata da specificità tutte siciliane che non troviamo in altre parti d’Italia. La situazione è molto grave. E non lo dico io, lo dice l’Anci Sicilia che dà una risposta a chi, in questi giorni, ha criticato l’Amministrazione comunale impegnata ogni giorno con grande responsabilità anche su questo delicatissimo fronte. L’Anci Sicilia ha ritenuto organizzare l’incontro di domani per dare vita a un articolato confronto sulle numerose criticità registrate nelle varie realtà locali e promuovere iniziative di proposta e di protesta con il più ampio coinvolgimento dei Comuni. Si chiederà ai governi, nazionale e regionale, di intervenire con immediatezza attraverso provvedimenti di carattere legislativo e amministrativo, non sottovalutando più una situazione che si aggrava di giorno in giorno”.  

Prospetto delle criticità:
-crisi di liquidità dovuta al ritardo prolungato nell’erogazione delle risorse regionali e alle difficoltà nel sistema di riscossione dei tributi locali;
 -vertiginoso aumento, nell’anno in corso dei costi del servizio integrato dei rifiuti (Tari) e conseguenti difficoltà per garantire l’equilibrio di bilancio;
-problematica derivante dalla condizione dei lavoratori precari degli Enti locali con particolare riferimento al tema delle stabilizzazioni, dei rinnovi contrattuali e della peculiare condizione dei Comuni in dissesto;
 -difficoltà applicative rispetto ai principi della riforma sull’armonizzazione contabile (applicata in Sicilia con grave ritardo) con particolare riferimento all’erogazione posticipata della quarta trimestralità di parte corrente e al Fondo crediti di dubbia esigibilità;

-approvazione dell’articolo 5 della Legge regionale 11 agosto 2016, n. 17 che al comma 2 bis prevede che “La cessazione del consiglio comunale per qualunque altra causa comporta la decadenza del sindaco e della rispettiva giunta e la nomina di un commissario ai sensi del comma 4.”;
 -impedimento nell’utilizzo dei 115 milioni di euro dei Fondi PAC (art. 7, c. 22, l.r. 17 marzo 2016, n. 3) per investimenti e per il pagamento delle rate dei mutui;
-urgenza di definire il riparto dei 50 milioni di euro per spese di investimento per potere effettuare la relativa programmazione del bilancio;
-ulteriore taglio del nove per cento (9%) nel 2016 delle risorse del Fondo di solidarietà e del Fondo straordinario per i lavoratori a tempo determinato;
-crisi complessiva dell’Ente di Area Vasta che a seguito delle elezioni del 20 novembre sarà interamente affidato alla gestione degli Amministratori dei Comuni;
-ulteriori costi derivanti dagli oneri della compartecipazione alla spesa socio-sanitaria e dai tagli ai trasferimenti per il trasporto pubblico locale;
-eccessiva rigidità dei limiti alla spesa per il personale e conseguenti carenze di personale qualificato nelle posizioni apicali, in particolare nella gestione di alcuni servizi più delicati (ragioneria, uffici tecnici);
-riduzione dei trasferimenti regionali nel 2016 e rischio ancor più grave per quelli del 2017;
-progressiva revisione dei criteri per i trasferimenti regionali di parte corrente (numero di abitanti, territorio, royalties) ai singoli Comuni in relazione alla crescente riduzione delle risorse;
-crescita esponenziale dei Comuni che hanno dichiarato il dissesto finanziario o che hanno avviato la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale;
-gravi difficoltà nel rispettare i piani di riequilibrio approvati negli anni passati;
-crescita del fenomeno dell’evasione dei tributi locali e difficoltà legate all’accertamento e alla riscossione;
-sperequazione derivante dalla mancata partecipazione al riparto dei trasferimenti nazionali per le ex Province e conseguente applicazione del prelievo forzoso.
-criticità derivanti da una possibile applicazione, per i Comuni dell’isola, delle disposizioni in materia di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard.

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