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La veduta del Monte San Calogero

La veduta del Monte San Calogero

Monte San Calogero, ok al progetto: inserito nella rete Natura 2000

L'assessore Cordaro: "Si tratta di una azione perfettamente in linea con un principio ispiratore del nostro governo ossia salvaguardare l’ambiente attraverso uno sviluppo intelligente del nostro territorio"

 Buone notizie per il monte San Calogero di Sciacca. L'area è stata inserita nella rete Natura 2000 dell’Unione europea come sona speciale di conservazione (Zsc). A predispoorre tutto è stato il governo Musumeci  su proposta dell’assessore all’Ambiente Toto Cordaro. Dopo un attento studio il ministero dell'Ambiente darà l'ok e procederà alla sua designazione ufficiale.


Cos'è la rete natua 2000

La Rete Natura 2000 è lo strumento con cui in Europa si garantisce la biodiversità dei territori e la tutela degli habitat naturali, preservando la flora e la fauna rari o in pericolo. È costituita dai siti di interesse comunitario, identificati dagli Stati membri secondo la Direttiva Habitat, successivamente designati Zone speciali di conservazione (Zsc). "Si tratta di una azione perfettamente in linea con un principio ispiratore del nostro governo – spiega l’assessore Cordaro – ossia salvaguardare l’ambiente attraverso uno sviluppo intelligente del nostro territorio. Il nostro obiettivo è quello di coniugare la tutela con la valorizzazione e la messa a reddito del nostro straordinario patrimonio ambientale"
 

Dove si trova il monte San Calogero

Il monte San Calogero, di natura calcarea, si trova a circa sette chilometri da Sciacca ed è caratterizzato da un sistema di grotte di natura carsica, uniche in Europa per la presenza di aria calda sulfurea di origine vulcanica. Il complesso ipogeo è composto da cinque grotte principali, utilizzate a scopi terapeutici fin dagli antichi Greci: le Stufe di San Calogero, la Grotta Cucchiara, la Grotta del lebbroso, la Grotta del gallo e la Grotta mastro. Ma l’area ha anche un’importante rilevanza naturalistica legata alla flora e alla fauna presenti e che adesso potranno essere tutelate a livello europeo. Su tutto il monte si estende una riserva naturale di circa 50 ettari, composta da una fitta vegetazione principalmente rupestre. Sulla cima, invece, si trova una pineta che nel tempo è diventata l’habitat naturale di molti uccelli rapaci, tra cui il gheppio e la rara aquila di Bonelli.

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