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Prg incompatibile, l'ordine degli architetti chiede il commissariamento del consiglio comunale

Cimino: "Una città in assenza dello strumento urbanistico è un territorio senza futuro"

Alfonso Cimino

"Piano regolatore generale, dopo i pareri del donsiglio regionale dell’Urbanistica l’iter si blocca a causa dell’incompatibilità dell’ufficio Tecnico e del Consiglio comunale". L'ordine degli architetti, presieduto da Alfonso Cimino, va su tutte le furie e punta il dico sull'Amministrazione comunale di Sciacca. 

"Una città in assenza dello strumento urbanistico è un territorio senza futuro – spiega Alfonso Cimino - Se poi consideriamo che dopo lunghissimi anni, finalmente, siamo nella fase di arrivo e in questa fase non è possibile esercitare lo strumento della concertazione per l’incompatibilità dell’ufficio tecnico e di tutto il consiglio comunale, il problema, seppur paradossale, sfocia in una fase di declino del territorio. Ed è esattamente ciò che sta accadendo a Sciacca". 

Il consiglio regionale dell’urbanistica, nell’adunanza del 29 luglio scorso e dopo un lunghissimo iter procedurale, ha finalmente espresso il proprio parere al Prg. Né l’ufficio tecnico né il consiglio comunale potranno controdedurre poiché incompatibili.

“Quindi la città ed i cittadini non potranno essere tutelati dai propri rappresentanti nell’indicare alcune giuste osservazioni  - prosegue il presidente Cimino - Gli architetti di Sciacca, con i propri rappresentanti dell’ordine degli architetti Michele Ferrara e Salvatore Porretta, di concerto con gli altri liberi professionisti, tecnici e i rappresentanti degli altri ordini professionali quali agronomi, geologi, geometri, ingegneri e periti agrari, hanno avuto modo in questi giorni di dibattere sulle opportunità di azioni congiunte che vedono un Prg che, di fatto, nasce desueto, non muove i suoi passi sullo sviluppo della città in relazione anche a una nuova Legge Urbanistica siciliana. Per queste ragioni riteniamo con grande forza che le azioni da compiere possono essere da una parte quella di commissariare il Consiglio comunale e dall’altra, in modo congiunto, di far slittare i tempi per controdedurre. L’Amministrazione regionale e l’assessorato regionale al Territorio non possono che ascoltare queste proposte per esercitare democraticamente il diritto di discutere sul futuro della città – conclude Alfonso Cimino - e l’amministrazione comunale deve adempiere in tempi ristretti per sanare la incompatibilità di un ufficio Tecnico che deve compiere obbligatoriamente il proprio ruolo funzionale". 

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