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L'ospedale di Sciacca

L'ospedale di Sciacca

Lavoratori delle cucine senza stipendio, proclamati 3 giorni di sciopero

L'iniziativa è della Cgil Filcams, guidata da Francesco Castronovo. Astensione dal lavoro dal 3 al 5 di ottobre

La Cgil ha proclamato tre giorni di sciopero dei lavoratori addetti alla mensa della cucina dell’ospedale di Sciacca, per chiedere il pagamento degli emolumenti arretrati.

Il personale si asterrà dal lavoro dal 3 al 5 ottobre e negli stessi giorni darà vita, dalle 10 alle 13, ad un sit – in davanti alla prefettura di Agrigento. Al prefetto Nicola Diomede è stato chiesto un incontro.

“Da più di 10 anni – scrive Francesco Castronovo, segretario generale della Cgil Filcams - i lavoratori addetti ai servizi mensa della cucina dell'ospedale di Sciacca continuano a lottare per ottenere il rispetto della legge e del contratto. Abbiamo più volte proclamato “stati di agitazione”, scioperi, abbiamo chiesto l'intervento dell'ispettorato provinciale  del lavoro, ci siamo pure rivolti alla Prefettura, ai carabinieri, si sono susseguite diverse aziende per la gestione dell'appalto, ma i lavoratori continuano a passare dalla padella alla brace”. “Il 30 giugno scorso – ricorda la Cgil - per rivendicare diritti acquisiti (come il pagamento di stipendi e Tfr relativi alle prestazioni effettuate) alle dipendenze delle ditte “Magapè” e “La Cucina”, aderenti al “Consorzio A tavola“ e per chiedere un autorevole intervento da parte della Prefettura di Agrigento, i lavoratori  effettuarono un sit – in di protesta davanti l’ospedale. L'11 Luglio per l'ennesima volta fu proclamato uno sciopero di due giornate di lavoro con un nuovo sit – in. Dopo il primo giorno, fummo convocati dai dirigenti dell'Asp, e specificatamente dalla dottoressa  Dubolino, la stessa sottoscrisse un verbale in cui si impegnò a prendere in esame la problematica col fine di far liquidare tutte le spettanze dovute ai  lavoratori, a seguito dell'impegno sottoscritto dalla stessa, sospendemmo lo sciopero. Sono passati quasi 2 mesi e nonostante i giornali e le televisioni locali abbiano dato il giusto rilievo alla vertenza, con molto rammarico dobbiamo confermare che nulla è stato risolto”. “Va ricordato – aggiunge Castronovo -  che la maggior parte del personale ha contratti di 2 ore di lavoro giornaliere e dovrebbe percepire uno stipendio di circa 300 euro mensili, invece, come ben sappiamo, per sopperire esuberi di personale dovuti alla riduzione di prestazioni e chiusura della mensa per il pubblico e per i dipendenti, è stato utilizzato un ammortizzatore sociale (contratto di solidarietà), i dipendenti effettuano turni di 15 giorni di lavoro e 15 giorni di solidarietà, quindi attualmente stanno  percependo la metà di stipendio, poiché la rimanente parte dovrebbero riceverla in tempi abbastanza lunghi, dall'Inps. La scorsa settimana 5 lavoratori (di cui 3 full – time)  ridotti in condizioni economiche esasperate, non potendo più garantire il regolare sostentamento alla propria famiglia, sono stati costretti a dare le dimissioni dal lavoro”. 

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