menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Un'aula di tribunale (foto ARCHIVIO)

Un'aula di tribunale (foto ARCHIVIO)

"Estorsione nei confronti dell'ex ingegnere capo", verso la revisione del processo

La Corte europea ha censurato la condotta della corte di Appello di Palermo nel processo che, ribaltando la sentenza di primo grado, ha condannato a otto anni e sei mesi di reclusione Giorgio Lorefice, 57 anni

La Corte europea ha censurato la condotta della corte di Appello di Palermo nel processo che, ribaltando la sentenza di primo grado, ha condannato a otto anni e sei mesi di reclusione Giorgio Lorefice, 57 anni, di Sciacca, architetto, accusato di estorsione nei confronti dell’ex ingegnere capo del Comune di Sciacca, Giuseppe Di Giovanna. È stata così accolta - secondo quanto riporta oggi il Giornale di Sicilia - l’istanza avanzata dalla difesa di Lorefice e adesso si profila la revisione del processo.

La vicenda dopo il giudizio d’appello è poi andata avanti con la sentenza della Cassazione che ha confermato e Lorefice sta ancora scontando, in carcere, la pena. In primo grado Lorefice era stato assolto dal tribunale di Sciacca. Il processo scaturiva da un atto intimidatorio subito da Di Giovanna. Secondo l’ipotesi dell’accusa, l’atto intimidatorio e l’estorsione sarebbero stati organizzati da un artigiano saccense già condannato e che ha scontato la pena.

Il 29 maggio del 2001, davanti alla casa di Di Giovanna è esploso un ordigno confezionato artigianalmente che ha danneggiato la parte esterna della struttura. Per l’accusa, l’atto intimidatorio e l’estorsione, di duecento milioni delle vecchie lire, in base a quanto riferito da Di Giovanna, sarebbero stati organizzati dall’artigiano. Di Giovanna avrebbe pagato. L’ex ingegnere capo del Comune si è costituito parte civile nel processo, assieme alla moglie, assistito dall’avvocato Giovanni Vaccaro. I tre figli, invece, erano rappresentati dall’avvocato Michele Monteleone.

La difesa di Lorefice aveva chiesto l’assoluzione e dunque la conferma del giudizio di primo grado, sostenendo l’estraneità del professionista ai fatti che gli venivano contestati. "La Corte europea ha censurato una situazione di iniquità processuale – affermano gli avvocati Tricoli e Miceli Tagliavia- che ha determinato la condanna dell’architetto Giorgio Lorefice, che sta scontando una pena irrogata con una sentenza iniqua. Siamo ben felici del risultato raggiunto che ristabilisce dignità e onore ad un noto e stimato professionista. Chiederemo l’immediata scarcerazione".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

AgrigentoNotizie è in caricamento