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Consiglio straordinario per l'aumento della tarsu: polemiche ma nessuno sconto

Il sindaco Giacomo Di Benedetto ha voluto chiarire che la decisione di aumentare le tasse è stata presa a malincuore. Per la Vinti, la tassa sarebbe dovuta diminuire e non aumentare

Affollato e animato il consiglio comunale straordinario, fatto convocare dai consiglieri di minoranza sul tema dell’aumento della tarsu del 40% deliberato dalla giunta. Clima inevitabilmente polemico, con accuse reciproche, lanciate da entrambi gli schieramenti, aventi come oggetto i reali o presunti debiti lasciati dalla precedente amministrazione.

E, alla fine, si è parlato più di bilancio e di altre polemiche tra maggioranza e opposizione, piuttosto che dell’aumento della tassa sui rifiuti.

Il sindaco Giacomo Di Benedetto ha apprezzato la cospicua partecipazione popolare, e ha voluto chiarire che la decisione di aumentare le tasse è stata presa a malincuore, ma era inevitabile. Non aumentarle – ha chiarito il sindaco – avrebbe creato danni incalcolabili al comune in quanto, non rispettare i parametri imposti dalla legge, avrebbe fatto dichiarare il nostro comune come strutturalmente deficitario. Un primo passo verso il dissesto che porterebbe a dovere far pagare ai cittadini il 100% del costo dei servizi e il rischio di licenziamento di tanti precari. Un eventuale surplus sulla tarsu, pagato dai cittadini, ha infine spiegato il sindaco, sarebbe, per legge, rimborsato o defalcato sull’ultima rata.

La logica espressa invece dall’opposizione, per bocca soprattutto del consigliere Vinti, ha rimarcato il fatto che i ricavi della tarsu non possono essere utilizzati per coprire altri debiti, ma devono essere esclusivamente utilizzati per coprire i costi del servizio. E visto che la base imponibile si è di parecchio allargata, con l’accertamento di tanti evasori ed elusori, e il costo è rimasto lo stesso, semmai, ha inteso spiegare la Vinti, la tassa sarebbe dovuta diminuire e non aumentare.

Al termine della seduta la minoranza ha presentato un atto di indirizzo per impegnare il consiglio comunale a emendare, la delibera di giunta che conteneva la determinazione della nuova tariffa, nella direzione di un mantenimento della vecchia imposta. Il sindaco Di Benedetto, come principio, si è detto d’accordo all’atto, a patto però che esso sia percorribile e non comporti oneri per il comune.

Alla fine però, i consiglieri di maggioranza hanno bocciato il documento con 11 voti contrari, a fronte dei 7, della minoranza, a favore. L’ultima possibilità di variare la tassa è rinviata in sede di approvazione del bilancio, in consiglio, quando qualche emendamento potrebbe modificare l’entità dell’aumento o addirittura annullarlo.

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