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L'Udc, per il Tar è fuori dal consiglio, per Casà anche dalla giunta

Il Tribunale Amministrativo Regionale di Palermo ha rigettato il ricorso dell'Udc, mentre il consigliere del Pds-Mpa Salvatore Casà ritiene conclusa l'alleanza con il partito del segretario Claudio Di Stefano.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia di Palermo ha rigettato il ricorso che era stato presentato per conto dell’Udc, riferito alle elezioni amministrative svoltesi a Raffadali la scorsa primavera.

Il ricorso, riferendosi ad alcuni presunti errori di valutazione e di trascrizione commessi in diverse sezioni e da parte dell’ufficio centrale elettorale, mirava a permettere alla lista dell’Udc di ottenere un seggio al consiglio comunale.

Ricordiamo, infatti, che nessuno dei candidati della lista era entrato in consiglio, in quanto, complessivamente, non erano riusciti a superare (per pochissimi voti) lo sbarramento del cinque per cento, previsto dalla legge.

Con questa decisione del Tar, la composizione del consiglio comunale rimane invariata.

Non così, forse, i rapporti politici all’interno della coalizione di maggioranza che comprendeva anche l’Udc.

Il consigliere del Pds-Mpa Salvatore Casà, contro il quale era stato proposto il ricorso e che, in caso di accoglimento avrebbe dovuto lasciare il posto al rappresentante dell’Udc, ha già espresso una sua chiara posizione.

“Oltre alla vicenda giudiziaria – ha affermato Casà – per quel che mi riguarda, si chiude anche una parentesi politica. Ritengo che l’Udc, dopo aver perso questa battaglia nei miei confronti, non possa più avanzare richieste di ingresso in giunta e vedo una sua definitiva uscita dalla coalizione di maggioranza.

Spero e credo – ha concluso Casà – che anche i nostri alleati presenti in consiglio la pensino alla stessa maniera”.

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