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Provinciale 17

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Provinciale Raffadali-Siculiana, quelle strane sottolineature

L’impressione immediata per chi vi transita è quella dell’abbandono più totale. Le erbacce aggrediscono giorno dopo giorno la sede stradale che diventa sempre più ristretta con i rischi e le conseguenze che ne derivano

La strada provinciale n° 17 che collega Raffadali a Siculiana è ormai diventata un colabrodo e per i tanti pendolari che ogni giorno vi transitano, sta diventando un vero e proprio incubo.

Senza considerare che l’imminente stagione balneare, con le migliaia di villeggianti pronte a riversarsi sulla spiaggia di Siculiana Marina, non farà altro che peggiorare la situazione.

Purtroppo non è la prima volta che ci occupiamo del problema e, temiamo, non sarà l’ultima. Oltre alle tante buche che compaiono quasi quotidianamente sul selciato, diversi tratti sono interessati da frane e smottamenti che hanno creato diverse crepe sul manto stradale e in alcuni casi ci sono stati dei crolli che hanno inghiottito la sede stradale.

L’impressione immediata per chi vi transita è quella dell’abbandono più totale. Le erbacce aggrediscono giorno dopo giorno la sede stradale che diventa sempre più ristretta con i rischi e le conseguenze che ne derivano.

L’unica novità, anche se avremmo preferito annunciare l’inizio dei lavori di rifacimento, riguarda la “sottolineatura” delle buche e dei tratti più pericolosi, apparsa qualche giorno addietro, con tracce e disegni marcati con la vernice bianca.

Figure e segni, a mo’ di rebus, facilmente interpretabili, che rimarcano e indicano la pericolosità del tratto stradale. Non si tratta di una novità assoluta, già in diverse altre parti si è ricorso a questa provocazione per attirare l’attenzione delle autorità competenti.

E, a dire il vero, in alcuni casi, l’effetto è stato positivo, come accadde qualche anno addietro a Roma, con l’allora sindaco Alemanno che fece riparare gran parte delle buche della capitale.

C’è solo da augurarsi che anche da noi la protesta (civilissima) sortisca l’effetto sperato. Caso mai poi si proverà con i flash mob, altrimenti ci si potrà incatenare, spogliarsi nudi o chissà cos’altro ancora. Insomma prima o poi qualcuno si ricorderà o, al limite, scoprirà, che è un obbligo manutenere le infrastrutture e preoccuparsi dell’incolumità dei cittadini.

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