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Raffadali: tutti in piazza per lo sciopero generale contro Tares, Girgenti acque e disservizi

Alla fine, come sempre avviene in questi casi, ognuno è andato a casa convinto delle proprie ragioni e non si è arrivati a nessuna sintesi costruttiva

Diverse centinaia di cittadini raffadalesi hanno preso parte allo sciopero generale indetto dall’organizzazione apartitica “L’Altra Raffadali”.

Le ragioni della protesta, tra le quali: il “caro-Tares”, l’installazione dei contatori dell’acqua da parte di Girgenti Acque e una critica verso l’operato dell’amministrazione comunale su vari disservizi, erano state spiegate ai cittadini nei giorni scorsi, tramite manifesti e volantini. 

Già dalle 7, molti manifestanti si sono dati appuntamento in piazza Voltano, da dove, alle 10, è partito un corteo che ha attraversato la via Porta Palermo e la via Nazionale, fino al Municipio, gridando slogan e chiedendo risposte concrete da parte dell’amministrazione. Sotto il Palazzo di Città, ad attendere il corteo, composto soprattutto da: commercianti, artigiani, pensionati, casalinghe, giovani, studenti e semplici cittadini, c’era il sindaco e quasi tutta la giunta comunale. I manifestanti hanno poi bruciato simbolicamente le bollette della tares, dentro un calderone, proprio dinanzi il municipio.

Il sindaco che per la prima volta da quando è in carica, ha dovuto fare i conti con una contestazione così manifesta e massiccia. Prima con un megafono, poi salendo in Municipio con un’amplificazione che non funzionava e poi con i microfoni degli stessi manifestanti, ha provato a spiegare le ragioni dell’amministrazione comunale, nonostante le numerose interruzioni degli scioperanti che mal sopportavano le premesse e le divagazioni del primo cittadino. 

"Abbiamo salvato il comune dal dissesto – ha affermato, tra l’altro, Di Benedetto - ed evitato guai peggiori per tutti e le tasse sono al minimo indispensabile. Girgenti acque non l’ho voluta io e non voglio nemmeno i contatori, ma è bene che aprite gli occhi perché sotto ci sono grossi interessi economici ed è giusto che lo sappiate. Alla fine, dopo sei ore, la manifestazione si è spontaneamente conclusa e, come sempre avviene in questi casi, ognuno è andato a casa convinto delle proprie ragioni e non si è arrivati a nessuna sintesi costruttiva".

Siamo molto soddisfatti della riuscita della manifestazione – ha dichiarato invece Giuseppe Pane, uno dei promotori della protesta – in tanti ci dicevano che avremmo fallito e alcuni amministratori ci hanno anche invitato più volte a desistere. È stato un corteo molto partecipato, pacifico e senza bandiere. Siamo rimasti delusi dalle parole del sindaco che pensava di venire qui e fare il solito comizio e continuare a prenderci in giro. Noi diciamo a tutti i cittadini che andremo avanti con le nostre iniziative, chiederemo un consiglio comunale aperto e certamente non ci fermiamo qui”.

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